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Una vittima dell’11 settembre sconosciuta al mondo

Il New York Times, racconta di un’altra vittima dell’11 settembre, sconosciuta al mondo, ma che è stata l’ultima persona a morire, in quella terribile giornata.

Quel giorno in città ci furono 3 armi letali: i 2 aerei dirottati e la terza, una pistola calibro 40, in un quartiere malfamato di Brooklyn, quando restavano solo 18 minuti affinché quell’infame giornata finisse. Per essere l’ultima vittima dell’11 settembre 2001, nessuno sa di lui, nessuno leggerà il suo nome, mentre tutta la città ha lo sguardo rivolto verso Lower Manhattan.

Ormai il caso ancora irrisolto, essendo passati 10 anni, è diventato un cold-case. Probabilmente se il fatto fosse accaduto 24 ore prima, la polizia avrebbe arrestato il suo assassino, ma quel giorno quasi tutti i poliziotti erano occupati a Ground Zero. Non fosse stato l’11 settembre, nella scena del crimine ci sarebbero stati 8-9 detective, mentre quella notte solo 2 erano a disposizione.

Il suo nome era Henryk Siwiak, immigrato 10 mesi prima dalla Polonia e che quella notte avrebbe dovuto iniziare un nuovo lavoro, come inserviente in un market su Albany Avenue a Brooklyn. Quella notte si vestì, con i suoi abiti preferiti: pantaloni mimetici, stivali neri e un cappotto. Un abbigliamento poi studiato dagli investigatori.

Chiese alla sua padrona di casa come arrivare al market, dalla sua casa nelle Rockaways, nel Queens. Ma quelle indicazioni gli furono fatali: gli disse di prendere il treno A e scendere a Utica, non pensando che così lo aveva mandato si su Albany Avenue ma al numero 1, lontano quasi 3 miglia dal 1525 di Albany Avenue. Quel pezzo di Albany Avenue, si trova nel quartiere di Bedford-Stuyvesant. Scese alla stazione consigliatagli, salì le scale della metro, raggiunse il tratto sbagliato di Albany e girò a destra, nella parte sbagliata. Questa zona, era molto pericolosa, afferma il Detective Prat, titolare del caso, e quella notte non era diversa dalle altre. “Non credo che il crollo delle torri, abbia toccato il commercio di droga su Albany Avenue”, dice il detective in tono ironico.

Nel vicinato si sentirono gli spari. Siwiak salì le scale di una casa e suonò al campanello per cercare aiuto, ma si accasciò subito al suolo.
La squadra anti-crimine che solitamente si occupa di questi casi quella sera non era disponibile. Praticamente tutti i poliziotti in città, lavoravano 12-14 ore da qualche altra parte.

Resta avvolto nel mistero, anche il movente. Nel suo portafogli i soldi c’erano ancora. E’ possibile, si ipotizza, che il suo aspetto paramilitare e il suo forte accento, non l’abbiano aiutato in quella notte. C’è una ricompensa di $12.000 per questo caso.

  

  




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