sabato , 10 dicembre 2016
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Christian di NoBorders Magazine
Christian di NoBorders Magazine

L’esperienza a New York di Christian

Oggi scambiamo quattro chiacchiere su New York con Christian di Noborders Magazine, un luogo dove si parla di viaggi nel senso più ampio del termine, un posto dove il viaggio diventa strumento di conoscenza di se e dell’altro.

Il tuo blog mi sembra davvero molto ben curato. Qual è la tua ricetta per proporre contenuti interessanti per gli utenti?
L’idea di base, quando abbiamo iniziato 5 anni fa, era proprio che non fosse un blog, ma che si ispirasse di più a una rivista di viaggio. Non volevamo essere solo noi a raccontare in prima persona le nostre esperienze di viaggio, ma ci interessava piuttosto avere punti di vista molteplici sull’esperienza di viaggio. Perché abbiamo sempre pensato fosse molto più interessante leggere cosa hanno provato, sentito, scoperto le persone andando in un certo posto, piuttosto che un elenco banale di cosa hanno visto, quanto hanno speso, e dove hanno dormito. Poi magari ci sta anche quello, ma non voleva essere il nostro punto di partenza, ci interessava di più il racconto originale e in prima persona. Credo sia questo quello che ci portato ad avere contenuti interessanti per gli utenti.

Tra le tue tante mete hai visitato New York il ricordo più bello che hai di questa città?
In realtà io non è che abbia viaggiato moltissimo, ma è vero che sono stato a New York. Era novembre e mi sarei fermato solo pochi giorni. Il ricordo più bello credo sia lo sguardo delle persone che mi sorridevano, perché penso fossero divertiti dal mio sguardo assolutamente rapito e perennemente incredulo verso quello che mi passava davanti agli occhi. L’episodio più incredibile fu quando stavo guardando un edificio in costruzione nel Greenwich Village, e continuavo a guardare in alto. Un responsabile del cantiere mi ha chiesto cosa avessi da guardare e quando gli ho detto che l’edificio mi sembrava bellissimo, mi ha chiesto se volevo salire sul terrazzo. Così mi ha portato sul tetto dell’edificio, raccontandomi un po’ di cose su New York.

Guggenheim Museum
Guggenheim Museum

Ho solo tre giorni per godermi New York, cosa mi suggerisci di vedere assolutamente e quali luoghi visitare se avanza tempo?
Qui è molto soggettivo, io direi di cercare di assaporare la città quanto più possibile evitando di perdere troppo tempo in lunghe file. Per esempio io rinunciai ad entrare al Guggenheim, per la lunga fila. Mi limitai a entrare al bookshop e nella hall d’ingresso. Così come al mattino rinunciai alla lunga fila per salire sull’Empire State Building. Ci tornai la sera, e la fila era scomparsa praticamente. In pochi minuti ero sul tetto a godermi la vista notturna di New York. Ne era valsa la pena. Ho passato un bel po’ di tempo a grand central station e guardare il viavai delle persone che partivano e arrivavano. Credo valga la pena fare un salto a Brooklyn e Nolita. Confesso che è passato un po’ di tempo dal mio viaggio e New York è quanto di più dinamico ci sia al mondo. Lasciatevi trasportare dall’istinto. È sempre una buona regola.

Mi consigli un locale di New York in cui mangiare bene e spendere poco?
Purtroppo qui non posso essere d’aiuto perché non mi è mai capitato di mangiare fuori durante il mio viaggio, ero ospite a casa di amici e in quei giorni mi hanno portato di casa in casa. Niente ristoranti, quindi, mi spiace.

Bici, taxi, metro, bus, a piedi, auto. Qual è secondo te il modo migliore per visitare questa città?
Direi senz’altro metro e piedi, almeno per quelli che sono i miei gusti. Io cammino sempre molto, ma a NY le distanze possono essere davvero notevoli, per cui qualche mezzo pubblico aiuta. La bici sarebbe una bella sfida, ma devi saperti muovere in quel traffico e non credo sia sempre facile. Evito le auto, se posso.

Dove preferisci alloggiare durante i tuoi viaggi? Casa in affitto, albergo o b&b? Qual è il quartiere migliore di New York dove dormire?
Dipende molto dai viaggi. Per brevi periodi albergo e B&B credo offrano maggiori comodità. Su periodi più lunghi direi una casa in affitto, perché ti permette di godere della città in maniera diversa, per esempio mangiando in casa e facendo la spesa puoi scoprire tante piccole cose. A NY io sono stato a Brooklyn e mi è piaciuto moltissimo come quartiere.

Quale sarà il tuo prossimo viaggio?
Onestamente non lo so, questa estate sono andato in Belgio e sono rimasto molto affascinato da Ostenda. Mi piacerebbe tornarci. Magari in inverno. Se posso sognare, direi l’Argentina.

Grazie
Grazie a te.

  

  




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