venerdì , 9 dicembre 2016
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Cosa vedere a Central Park

Recandovi nella Grande Mela, non dovete perdere l’occasione di visitare il Central Park, vero polmone verde di New York dove avrete modo di conoscere alcune particolari bellezze.

L’itinerario che consiglio io per visitare Central Park, prevede l’ingresso al parco dall’angolo tra la 72nd e Central Park West, proprio di fronte al Dakota Building, che quindi non possiamo non fermarci qualche minuto ad ammirarlo e a fotografarci davanti al portone. Il passo successivo nel parco non può che essere ovviamente Strawberry Fields.

Le attrazioni non sono in ordine d’importanza o di bellezza, ma in ordine per come andremo a vederle se seguirete l’itinerario che vi suggerisco.

1. Dakota Building

Dakota Building, New York
Dakota Building, New York
Anche se non può essere considerato un’attrazione di Central Park, fa sempre parte di un itinerario che prevede la visita del parco.

Il Dakota è una delle residenze più misteriose ed esclusive di tutta Manhattan. Questo palazzo è famoso ovviamente per essere stato il luogo in cui John Lennon ha abitato insieme alla moglie Yoko Ono (lei vive ancora qui), fino a quando non è stato ucciso proprio davanti all’ingresso di questo stesso edificio.

Scopri di più sul Dakota Building

2. Strawberry Fields

Strawberry Fields, Central Park
Il Mosaico con la scritta “Imagine” a Central Park
Imperdibile è lo Strawberry Fields Memorial a Central Park, degno di essere una della attrazioni più visitate dell’intero parco. Il memoriale dedicato a John Lennon,  si estende su di un’area di ben 10.000 metri quadrati e trae il suo nome da una canzone dei Fab Four, “Strawberry Fields Forever”.

Ideato dal celebre architetto paesaggista Bruce Kelly, venne inaugurato nel 1985 alla presenza della vedova di Lennon, la quale aveva partecipato alle spese. Non tutti sanno che il grande mosaico bianco e nero che riproduce un mosaico pompeiano tuttora conservato al Museo Archeologico di Napoli è stato realizzato proprio in Campania da un gruppo di mosaicisti artigiani che lo hanno donato alla Città di New York a nome del Comune di Napoli.

Lo Strawberry Fields, dove ancora oggi molti sono gli ammiratori dell’ex Beatles che portano fiori ed accendono candele in suo ricordo, lo si raggiunge dall’Upper West Side lungo la Central Park West entrando dalla 72nd.

Il parco era molto caro a Lennon e a Yoko Ono che abitavano in un appartamento nel vicino e prestigioso immobile The Dakota e che  amavano fare lunghe passeggiate in mezzo al verde. Dopo il suo assassinio, il Consiglio comunale decise nel 1981, di commemorare l’artista insieme a tanti altri assegnando una zona del Central Park appositamente dedicata e che si sarebbe chiamata Strawberry Field e che fu ridisegnata a livello paesaggistico dal Central Park Conservancy che commissionò questo lavoro al paesaggista Bruce Kelley.

La visita a questo spazio del parco può essere fatta a cavallo, in carrozza, in bici, con il pedicab e, ovviamente, a piedi per godersi ogni minimo particolare e, soprattutto, l’atmosfera magica che si respira. Al centro del tutto il mosaico prima citato che rappresenta il brano più suggestivo di John Lennon: “Imagine” e che evoca un mondo dove regna la pace e che deve essere la nostra speranza per un futuro migliore a dimensione d’uomo. Una targa menziona gli oltre centoventi Paesi che hanno voluto piantare fiori o contribuire alle spese della manutenzione di questo spazio inneggiante ad un mondo migliore definito, a ragione, “Giardino della Pace (Peace Garden)”.

Non è raro incontrare in questo spazio dei musicisti più o meno capaci, che rendono omaggio a Lennon ed alla sua immortale canzone, reinterpretandola a modo loro e contribuendo ad evidenziare un’atmosfera già ricca di emozioni da pelle d’oca. Ovvia la coniugazione tra lo Strawberry Fields, gli appartamenti del vicino Dakota e la morte di Lennon, tutto questo miscelato con le malinconiche ma speranzose note di Imagine: un’esperienza che non può non essere vissuta in prima persona e si dimostrerà così particolarmente toccante da rimanere ancorata tra i ricordi più preziosi e dolci di un viaggio a New York. E’ quindi una meta da segnare su un programma di viaggio che deve far parte di un’esperienza da assaporare con estrema lentezza.

3. Swedish Cottage Marionette

 

Il Teatro di Marionette a Central Park
Il Teatro di Marionette a Central Park
Grandi e piccini, troveranno divertente assistere ad uno spettacolo al Swedish Cottage Marionette Theatre a Central Park. La sede di questo teatro di marionette è piuttosto particolare. Infatti questa casetta di legno fu importata dalla lontana Svezia nel 1876 in occasione della Centennial Exposition di Philadelphia. Quello che doveva essere l’esempio di architettura tipica dei Paesi del Nord Europa, la sua fattezza artigianale e le forme suggestive, attrassero l’attenzione di Frederick Law Olmsted (l’architetto del Belvedere Castle) che decise di portare il cottage a Central Park nel 1877.

Nel 1939 venne fondata la “Marionette Touring Company” da Robert Moses all’epoca in cui il sindaco di New York era il famoso Fiorello La Guardia. Il teatro itinerante delle marionette, che iniziò le sue rappresentazioni al Columbus Circle con “Jack ed il fagiolo magico”, trovò stabile sede nel 1947 proprio nello Swedish Cottage dove da allora, hanno operato molti burattinai tra i quali i celebri Frank Paris, Shari Lewis e Basil Twist.

Il successo di pubblico di bambini e genitori è stato tale che dal 1973 è stato costruito un vero e proprio teatro stabile all’interno del cottage e da allora, sono state centinaia di migliaia gli spettatori che si sono divertiti assistendo alle varie produzioni.

Chi si trova a soggiornare nella Grande Mela non può perdersi una qualsiasi rappresentazione che viene proposta nello Swedish Cottage e che è basata sulle favole classiche anche se, nel caso di Peter Pan e di Cenerentola, il loro contenuto è stato elaborato fino a farlo divenire stravagante e divertente.

La City Parks Foundation è produttrice di Puppet Master e nel loro cartellone si possono trovare rappresentazioni e spettacoli tra i quali “Hansel e Gretel”, “I viaggi di Gulliver”, “Alice nel paese delle meraviglie”, “La bella addormentata”, “La storia segreta dello Swedish Cottage”, il già citato “Jack ed il fagiolo magico” e molti altri ancora per la gioia dei bambini che si divertiranno nel seguire un modo genuino di essere intrattenuti come avveniva un tempo.

La fondazione, inoltre, con la sua CityParks PuppetMobile gira la città, i parchi di quartiere, i centri ricreativi e le scuole in tutta NYC per offrire spettacoli gratuiti e per stimolare i più piccoli nella creazione di burattini per farli appassionare a questa antica arte dedicata allo spettacolo dei più piccoli che prosegue la sua esistenza nonostante le tecnologie dei nostri tempi.

Vero è che lo spettacolo è indirizzato ai bambini che resteranno incantati dal movimento delle marionette tanto da apparire vero. Le storie narrate in inglese, sono comprensibili anche da chi ha una conoscenza base di questa lingua e, alla fine della rappresentazione, viene mostrato al pubblico come si muove una marionetta e quali sono i comandi. Un’opportunità da non perdere.

La costruzione in tipico stile svedese si trova tra la 79th Street e la West Drive, un poco più a sud del Delacorte Theatre.

4. Belvedere Castle

Belvedere Castle, New York
Belvedere Castle, New York
Una delle attrazioni più curiose che si trovano a Central Park, è quella del Belvedere Castle, progettato come aggiunta al piano originale denominato “Greensward” alla fine del XIX secolo da Frederick Law Olmsted e da Calvert Vaux (i progettisti di Central Park) che scelsero un particolare stile architettonico che miscelava il gotico al romanico.

 

La poderosa struttura in scisto e granito non passa inosservata anche per via della sua torre d’angolo che termina con un tetto conico e con il belvedere posto sopra i parapetti.

Al suo interno, oltre ad alcuni ambienti espositivi, trova sede la stazione meteorologica ufficiale sin dal 1919. La visita dell’osservatorio offre la possibilità di vedere attraverso dei display, il mondo della natura ma anche della scienza e risultano ideale per i più piccoli che possono incuriosirsi davanti telescopi e microscopi ma anche dinnanzi a scheletri e piume di uccello.

La scenografia realizzata con alberi di compensato e cartapesta, serve da base per le riproduzioni dei volatili che si vedono proprio a Central Park e che invitano al birdwatching; pratica che si può fare dall’alto del Belvedere Castle, luogo preferito di molti appassionati del genere. Oltre a questa attività, il Belvedere Castle offre l’opportunità di partecipare a molti eventi gratuiti come l’osservazione delle stelle, conferenze sull’astronomia ed altro ancora e, durante Halloween, il castello si popola di figure paurose come le Spooks del Belvedere.

La parte nuova del castello, a pianta rettangolare, si affaccia sul Great Lawn uno spazio ovale di tappeto erboso dove trovano sede ben otto diamanti di baseball incorniciati da piantagioni di alberi. Continuando la visita si arriva a Vista Rock dove si trova il Turtle Pond che è stato ridisegnato nel 1997 come impianto naturalistico e come punto di osservazione di uccelli, insetti, anfibi e rettili.

Tornando al Belvedere Castle, questo offre una meravigliosa vista sia di Central Park che di Manhattan grazie alla sua particolare ubicazione posta sulla cima della roccia, dalla quale domina il parco. Nel 1960 l’impianto fu abbandonato diventando oggetto di vandalismo ma una costosa opera di bonifica e ristrutturazione lo ha visto risorgere nel maggio del 1983 come sede del Henry Luce Nature Observatory.

Dopo il suo restauro il Belvedere Castle è stato spesso sfruttato come location di molte pellicole e telefilm tra i quali “I bostoniani”, “Dracula’, “Sesame Street” e molti altri ancora che hanno trovato in questa costruzione, un luogo dove filmare delle scene.

Nonostante gli sforzi prodotti finora, esiste un work in progress dedicato al restauro di molti punti della struttura come l’entrata della 63rd Street West e di molte spazi come the Ravine, the Ramble, Hallett Nature Sanctuary e il Dene Slope.

Belvedere Castle, in virtù del suo particolare stile che ne evidenzia l’originalità ma anche, per via di come si coniuga con l’ambiente circostante dove viene tutelata la natura e per le opportunità che concede attraverso eventi e manifestazioni culturali, risulta essere una meta da non perdere quando si visita Central Park.

5. Bow Bridge

Bow Bridge, Central Park
Bow Bridge, Central Park
Uno dei periodi più affascinanti per visitare Central Park è certamente l’autunno. In questa stagione il parco regala delle emozioni davvero uniche. La vegetazione assume delle colorazioni che creano palpabili atmosfere che pare vivere uno dei tanti film che hanno visto questi luoghi come splendide location di tante scene.

Le mille tonalità che si fondono tra loro, vedono regnare l’ocra, il giallo, il marroncino e un folto tappeto di foglie cadute dai rami forma una morbida moquette naturale dove affondano i calmi passi di esploratori desiderosi di assaporare ogni minimo particolare di questo parco.

Tra i luoghi indubbiamente più suggestivi dove fermarsi per ammirare il paesaggio è il Bow Bridge. Questo ponte sospeso, è caratterizzato da un elegante profilo in ghisa che si slancia per 18 metri sopra ad un laghetto artificiale progettato da Vaux, uno dei progettisti di Central Park. Costruito tra il 1859 ed il 1875, fa parte dei ponti in ghisa che si trovano a Central Park (sono sette in totale) e, nello specifico, attraversa il The Lake.

Restaurato una prima volta nel 1974 e successivamente nel 1998, il Bow Bridge è uno dei ponti più fotografati nel parco per via della sua suggestiva bellezza e di come è armonizzato all’ambiente circostante.

La filosofia applicata da Vaux e Olmsted fu quella di innestare gli eleganti ponti (due andarono distrutti nel corso del tempo) e i tanti archi che caratterizzano Central Park, come se dovessero rappresentare dei preziosi tesori da scoprire e da gustare non appena scoperti.

Infatti sono stati costruiti sempre a ridosso di una curva oppure parzialmente nascosti da alberi ed appaiono in tutta la loro bellezza solo quando ci si approssima. Solo allora, si viene gratificati da una magnifica visione che è il preludio di un nuovo percorso da fare andando alla loro scoperta nel parco.

Il Bow Bridge è considerato un luogo romantico dove scambiarsi tenere promesse d’amore e risulta essere la giusta location per attendere il crepuscolo che lo colora di tonalità romantiche dove l’arancione dei raggi del sole calante si miscelano con le acque del Lago riflettendosi sulla sagoma di ghisa del ponte che gode della cornice della circostante natura che ne evidenzia lo splendore.

E’ questa una delle ragioni per la quale il Bow Bridge risulta essere un soggetto ispiratore di tante foto scattate da visitatori di tutto il mondo che restano ammaliati dall’eleganza e dalla classe di un ponte che mostra interamente tutto il suo carattere. Dopo aver trascorso un momento di pausa per prendere fiato e godere della sua vista, Central Park continua a stimolare la curiosità e la fantasia dei suoi ospiti che, prestando attenzione, possono rivivere emozioni viste al cinema guardando “Autumn in New York” pensando alla tenera e malinconica storia d’amore tra Richard Gere e Winona Ryder.

6. Bethesda Terrace e Fountain

La Bethesda Fountain, Central Park
La Bethesda Fountain, Central Park
Considerata giustamente il cuore di Central Park, la Bethesda Fountain, al centro della Bethesda Terrace è una delle fontane più note al mondo e tra le più grandi di tutta New York. Al suo centro una scultura neoclassica nota come Angels of the Water, era l’unica scultura pensata e commissionata nel progetto originale che non prevedeva nessun’altra statua.

La Statua nella fontana

Si tratta di un angelo femminile in bronzo che si trova al di sopra di quattro cherubini che rappresentano la pace, la temperanza, la purezza e la salute. In una mano, l’angelo tiene un giglio mentre con l’altra, impartisce una benedizione. La motivazione è quella che si è voluto commemorare l’apertura del Croton Aqueduct che nel 1842, fornì la città di New York di acqua fresca. La statua ha delle aperture  dove getti d’acqua e piccole cascate, riempiono la piscina circostante dove si trovano ninfee, loto e papiri che sono coltivate in vasi rimovibili.

La terrazza è stata realizzata su due differenti livelli uniti tra loro da due grandi scalinate e da un’altra più piccola che passa sotto il Terrace Drive per condurre verso la parte meridionale dove si trova il Naumburg Bandshell e The Mall.

La terrazza fu subito adottata dagli abitanti di New York che la elessero come ideale luogo per mangiare all’aperto e oggi, sono tanti gli artisti di strada che si esibiscono in questo spazio. La terrazza fu progettata da Vaux mentre la statua del Water Angel fu realizzata dalla scultrice Emma Stebbins nel 1868. La fontana è caratterizzata da due balaustre ellittiche che la incorniciano e si trova al termina del Mall con vista sul paesaggio naturalistico del lago. I pannelli della scultura in stile astratto progettata da Owen Jones, sono organizzati da un programma iconografico che tocca differenti tematiche.

La Bethesda Fountain è l’inevitabile crocevia di tutta Central Park e luogo ideale dove potersi sedere a riposarsi e a mangiare uno snack prima di riprendere la passeggiata alla scoperta di questo incredibile polmone verde di Manhattan. Avrete modo di osservare una variegata quantità di persone che vi passeranno davanti: dal giovane rapper al manager che si ferma a mangiare un hot dog; da un homeless che trascina il suo bagaglio a coppie teneramente abbracciate.

E’ questa la gente di NYC che potrete osservare mentre una schiera di piccioni si poserà alla ricerca di qualcosa da mangiare e un bambino cercherà di giocare con l’acqua della piscina, ignorando ancora la sua storia. Stare seduti ammirando la più celebre fontana di questa metropoli vi regalerà un attimo dove, nonostante la gente che affollerà la terrazza, vi sentirete soli con voi stessi e respirerete emozioni che solo Central Park può offrirvi e la Bethesda Fountain ne è il suo acclarato fulcro.

7. The Loeb Boathouse

The Loeb Boathouse, Central Park
The Loeb Boathouse è il posto ideale per mangiare e noleggiare la barca a Central Park
Non manca di attirare l’attenzione del viaggiatore, il celebre locale “The Loeb Boathouse”, proprio affacciato sulle rive del lago. E’ una lunga storia quella che caratterizza The Loeb Boathouse che inizia nel 1860 come piccola concessione per il canottaggio, in cui era possibile noleggiare un’imbarcazione per trascorrere una giornata sul lago.

Iniziativa, questa, che ebbe immediato successo presso i newyorchesi soprattutto durante le calde giornate estive. Il piccolo rimessaggio si arricchì rapidamente di altre imbarcazioni e di costruzioni che divennero la Loeb Boat House nel 1873 quando fu inaugurata.

L’originale struttura che era composta da un complesso di legno in stile gotico fu ripristinata nel 1950 grazie ad una donazione ricevuta dal banchiere e filantropo Carl Loeb. Fu abbattuto l’edificio di Vaux oramai in stato di abbandono e fu edificata una nuova struttura che fu aperta quattro anni dopo.

Al giorno d’oggi la Loeb Boathouse è soprattutto un ristorante gourmet che dispone di alcune terrazze con tavoli all’aperto, una caffetteria che richiama molta gente e dove si organizzano eventi e un rimessaggio per le barche con tutti i servizi accessori per le stesse.

Il noleggiare una barca per poter vivere una giornata all’aperto e fermarsi in qualche intimo riparo è divenuta a New York quasi una tradizione per tutti gli innamorati che sono ben contenti di rispettare un’antica usanza approfittando di stare all’aria aperta circondati dalla natura.

Il turista, invece, può noleggiare una piccola barca ed esplorare il lago avendo la possibilità di scattare delle foto piene di atmosfera da una posizione sicuramente molto originale e di avere anche il ricordo di una giornata passata in modo speciale.

Gli amanti della gastronomia troveranno nel ristorante del The Loeb, una cucina capace di offrire un menù ricercato e vario dove sono presenti specialità della cucina internazionale preparate da una brigata di chef di tutto rispetto. L’ambientazione che si può ammirare dalla terrazza, specialmente in una notte d’estate, sorseggiando un buon vino a lume di candela con il partner in attesa di assaporare un menù di alto livello, possiamo assicurarvi che varrà il prezzo da pagare.

Ci si può anche accontentare di sedersi alla caffetteria ordinando un drink e vivere la stessa emozione che sarà un valore aggiunto alla vostra visita di New York. E’ il The Loeb Boathouse una meta che deve essere inclusa in qualsiasi soggiorno che preveda Central Park come destinazione, soprattutto per turisti alla loro prima esperienza in questa metropoli. Le atmosfere che, sia di giorno che di sera, andrete a vivere non vi faranno rimpiangere di aver scelto questo luogo di Central Park per conoscere un altro aspetto di NYC.

8. The Mall

The Mall, Central Park
Una passeggiata nel The Mall è impossibile da non fare
E’ un luogo di sicuro interesse per tutti i turisti in visita a New York. Parliamo del The Mall il bellissimo viale alberato che inizia il suo percorso da sopra le terrazze di Bethesda. Questa passeggiata è arricchita da statue di personaggi del passato che si innestano tra gli oltre 150 olmi americani che incorniciano The Mall.

Nelle sue vicinanze si trova uno spazio dedicato ai concerti progettato da William Tachau nel 1921 in stile neoclassico e voluto dal filantropo Elkan Naumburg che ne finanziò i lavori che furono necessari per andare a  sostituire la vecchia costruzione di legno e ghisa del 1860 ideata da Vaux.

Il padiglione è a forma di mezzo tamburo ed era destinato ad ospitare la Naumburg Orchestral Concert che, durante la bella stagione, offriva un calendario di concerti gratuiti. Alle spalle del Naumburg Bandshell –unica costruzione in stile neoclassico di tutto Central Park – si trova un pergolato arricchito con glicine che offre una sorta di divisorio con un altro spazio all’aperto dove si tengono concerti all’aperto: il Central Park SummerStage.

E’ uno dei punti più caratteristici di questo parco voluto nel 1844 da William Cullen Bryant (lo stesso a cui è stato intitolato uno degli altri parchi di Manhattan, il Bryant Park) che dovette affrontare molte battaglie contro l’amministrazione della città appoggiata dalla lobby di costruttori interessati a non vedersi privare di uno spazio dove avrebbero potuto edificare palazzi e negozi. Bryant riuscì nel suo progetto, strapagando il terreno e bandì un concorso volto a scegliere il miglior progetto che fu assegnano a Frederick Olmsted e Calvert Vaux che disegnarono il ‘Greensward plan’.

Focalizzando la nostra attenzione sul The Mall, la Promenade disegnata da Olmsted fu definita dal suo ideatore all’atto della presentazione del piano, come la più grande sala di ricevimento all’aperto che avrebbe caratterizzato Central Park. L’attenzione dei progettisti del parco fu quella di pianificare i loro interventi in funzione della natura e non al contrario.

Nel parco è possibile distinguere due zone: la parte sud che da Central Park South arriva fino all’89th Street e dove si trovano le attrazioni più conosciute; la parte nord che dall’89th Street arriva fino a Central Park North dove si possono ammirare alcuni dei luoghi più suggestivi specialmente nei dintorni del Jackie Onassis Reservoir.

Il Literary Walk

Olmsted, pur essendo contrario a snaturare il bucolico panorama naturale, dovette accettare di inserire delle statue che commemoravano eroi della cultura tanto da realizzare una sorta di Literary Walk tra due viali fiancheggiati da olmi americani piantati per creare una camminata all’ombra di filari di queste piante che si curvavano fino a formare quasi un arco.

Nel Literary Walk si trovano 29 sculture (la prima collocata nel 1863) la maggior parte donate da organizzazioni e da privati. Tra queste si trovano quelle di Daniel Webster, uno scrittore americano; quella dell’architetto Richard Hunt; quella di Alexander Hamilton; quella del favolista  Hans Christian Andersen; quella del poeta Robert Burns; quella di Fits-Greene Halleck; quella dei poeti Bayard Taylor, George Henry Boker e William Cullen Bryant nonché quella del drammaturgo William Shakespeare.

9. La Statua di Balto

La Statua di Balto a Central Park
La Statua di Balto a Central Park
Passando per Central Park non potrete non notare la statua di un cane. Si chiamava Balto ed era un Siberian Husky realmente vissuto e, al quale, è stata dedicata questa statua. Si può leggere una scritta che recita “Dedicata all’indomabile spirito dei cani da slitta che trasportarono sul ghiaccio accidentato, attraverso acque pericolose e tormente artiche l’antitossina per seicento miglia da Nenana fino a Nome, in Alaska, nell’inverno del 1925. Resistenza – Fedeltà – Intelligenza”.

La statua che dal 1925 si trova nel parco, vuole ricordare un’incredibile impresa che Balto insieme ad altri cani da slitta, compirono nel 1925. In quel durissimo e gelido inverno la cittadina di Nome in Alaska vide molti bambini ammalarsi di difterite e quindi avere necessità di essere curati con l’antitossina che, in quella cittadina, non era disponibile da anni.

Il cattivo tempo non permetteva agli aerei di partire da Anchorage e neppure le navi potevano raggiungere il porto completamente ghiacciato di Juneau e l’errata diagnosi fatta dal medico che visitò un bambino colpito da difterite fraintendendone i sintomi fatti passare per una tonsillite, aggravò il problema perché il virus si propagò a macchia d’olio tanto da far mettere Nome in quarantena.

Il siero che poteva rimettere le cose a posto si trovava a 1500 miglia, ossia ad Anchorage e da qui si sarebbe potuto trasportare per ferrovia fino a Nenana ma restavano ancora circa 700 miglia prima di raggiungere Nome. L’unica remota possibilità di rifornire la cittadina vittima del contagio era rappresentata dai cani da slitta e fu così che venne organizzata quell’impresa passata agli annali come “la corsa del siero”.

Furono 19 le mute che composero la staffetta che coprì l’intera distanza con tratte divise tra le 24 e 52 miglia ognuna e Balto, fu il cane che dovette affrontare l’ultimo duro tratto e che terminò la corsa il 2 febbraio del 1925 salvando moltissime vite. Per avere un’idea dell’impresa è sufficiente pensare che i cani percorsero la tratta in 127 ore mentre le corriere impiegavano circa un mese.

Balto passò alla storia perché fu il primo cane ad entrare nella piccola cittadina in quarantena anche se, il merito, deve essere diviso con tutti gli altri animali che parteciparono all’impresa. Purtroppo non si sono mai conosciuti i nomi di questi generosi cani al di fuori di quelli che componevano la muta dove corse Balto e che furono  Fox, Ske, Billie, Tillie, Old Moctoc e Alaskan Slim.

La statua di Balto è diventata una vera istituzione per tutti e specialmente per i bambini che da quel lontano 1925 passando per Central Park hanno l’abitudine di accarezzare il naso ed il muso di quell’eroico cane, tanto da consumarne la patina. La statua, opera dello scultore  George Richard Roth, è un sincero omaggio di gratitudine che, dal 1973 è accompagnato da una corsa con cani da slitta a Iditarod in Alaska, per mantenere vivo il ricordo e commemorare l’impresa.

10. Central Park Zoo

Ingresso dello zoo di Central Park
Ingresso dello zoo di Central Park
Nato nel 1934 in un’area di circa sei ettari e mezzo, il Central Park Zoo è una struttura della Wildlife Conservation Society che ospita oltre 130 specie diverse che vanno dagli uccelli tropicali ai leopardi della neve.

Nacque nel 1860 come semplice serraglio di animali diventando il primo zoo di New York che, però, non faceva parte del  progetto originale “Greensward” per Central Park.

Il serraglio si sviluppò grazie a donazioni di animali esotici fin dal 1859 e fu ufficialmente dichiarato il secondo zoo degli Stati Uniti dopo quello di Philadelphia. Ubicato sulla  East Side tra la 63rd e la 66th Streets  fu modificato nel 1934, con l’aggiunta di molti nuovi edifici in un quadrilatero progettati da Aymar Embury II.

Infine, lo zoo è stato ristrutturato a metà degli anni 1980 e riaperto nel 1988, sostituendo le vecchie gabbie con gli ambienti naturalistici.

Oggi è possibile passeggiare tra le tre maggiori aree espositive che identificano il clima tropicale, quello temperato e quello polare che sono state realizzate con mattoni di granito mascherati da vigneti. La piscina è stata trasformata in una sorta di foresta pluviale e gli ambienti annoverano come ospiti, scimmie tamarin, panda rossi, rospi Wyoming, pipistrelli della frutta, leopardi delle nevi e una grande area di libero volo per gli uccelli.

Nel 1961 fu istituito lo zoo per bambini finanziato dall’allora senatore Lehman e caratterizzato da animali domestici come polli, conigli, anatre che giravano libere in uno spazio che vedeva la statua di una balena di grandi dimensioni realizzata in fibra di vetro soprannominata Whaley. Attraverso una sponsorizzazione di 4,5 milioni di dollari da parte dell’imprenditore Laurence Tish, questo spazio dedicato ai più piccoli è stato rinnovato totalmente e denominato Zoo dei Bambini di Tish.

Il Central Park Zoo ha visto opportuni lavori di rinnovamento che sono durati molti anni e che hanno subito anche un ritardo di ben tre anni ma la ristrutturazione ha eliminato le vecchie ed anguste gabbie che sono state sostituite da una scenografia che ha riutilizzato, laddove possibile, materiali di pietra calcarea in bassorilievo esistente negli edifici originali.

Anche se viaggiaste senza bambini, il Central Park Zoo risulta essere stimolante per le ambientazioni che si possono ammirare, l’intelligente struttura di differenti habitat naturali che offrono a tutti gli animali ospitati una ideale vivibilità e le tante specie rare che vi si possono trovare. Inoltre, potersi sedere a sorseggiare un drink respirando l’ossigeno emanato dal tanto verde che domina lo spazio dedicato a questo giardino con e per gli animali,  offre la possibilità di vivere una parentesi rilassante all’interno di un soggiorno nella Grande Mela. Sarà come tornare bambini e prendersi quell’attimo di calma di cui abbiamo tutti bisogno, vivendo una bella giornata in mezzo alla natura.

 

  

  




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