venerdì , 9 dicembre 2016
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Dakota Building, New York
Dakota Building, New York

Dakota Building

La storia del Dakota Building e qualche curiosità

I lavori del Dakota Building, affidati al celebre architetto Henry Hardenbergh che aveva già progettato il Waldorf Astoria, incominciarono nel 1880.

L’origine del suo nome ‘The Dakota’ è incerta anche se due sono le ipotesi più accreditate. La prima è riconducibile al fatto che a fino Ottocento, l’Upper West Side, la zona in cui si trova, era scarsamente abitata e quindi poteva considerarsi come il deserto territorio del Dakota; la seconda – molto più probabile – deriva dal fatto che il nome fu assegnato dal suo proprietario, Edward Clark il quale amava molto gli stati dell’Ovest. Quel che è certo è il fregio che rappresenta un indiano Dakota, si può vedere dalla 72nd Street.

La particolarità di questa costruzione è data da una pianta quadrata libera da ogni lato e con affaccio tra la 72nd Street e il Central Park West. Alto dieci piani e di color ocra, si evidenzia dai suoi singolari tetti a cuspide, dalle nicchie e dalle tante balaustre da dove sporgono decorazioni in ferro battuto che conferiscono all’edificio un particolare stile severo dove si evincono caratteri neogotici tipici della metà del XIX secolo.

Il Dakota Building è una delle residenze più misteriose ed esclusive di tutta Manhattan. Infatti sono tante le storie di avvistamenti di fantasmi che si narrano e tante le storie che si intrecciano a proposito della sua solida esclusività.

Dakota Building, New York
Il Dakota Building, si trova all’incrocio fra la 72nd Street e Central Park West

L’omicidio di John Lennon e i fantasmi

Proprio davanti l’entrata del The Dakota, fu assassinato John Lennon nel 1980, esattamente sette anni dopo che l’ex Beatles vi era andato ad abitare insieme a Yoko Ono che ancora risiede in quella casa. Ed è proprio la vedova ad affermare di aver veduto il fantasma di Lennon seduto di fronte al suo pianoforte bianco che, rivolgendosi alla moglie avrebbe detto “non temere, io sono ancora con te”. Ma anche Lennon aveva visto un fantasma di una donna aggirarsi per le sale dell’edificio, qualche tempo prima.

Un’altra caratteristica del The Dakota è quella di essere privo di scale antincendio, cosa rara per le costruzioni urbane dell’epoca, ma di essere dotato di strati di pavimento a prova di fuoco e fonoassorbenti.

Il fondatore del The Dakota, Edward Clark proprietario della Singer Sewing Machine Co (proprietario della famosa omonima azienda di macchine da cucire, Singer), investì un milione di dollari dell’epoca per assicurare appartamenti di lusso a sessanta ricche famiglie che volevano abitare in una residenza esclusiva al centro di New York.

Inquilini famosi del Dakota Building

Tra questi, la famiglia Steinway, proprietaria dell’omonima casa di pianoforti; il celebre compositore Tchaikovsky; la famosa attrice Lauren Bacall proprietaria di un appartamento di nove camere che fu da lei vissuto per oltre mezzo secolo e recentemente venduto per 23,5 milioni di dollari; Bono degli U2, Rex Reed, Jack Palance, Lillian Gish, Boris Karloff e molti altri ancora. Da notare il fatto che per essere residenti, occorre passare sotto il placet del consiglio del The Dakota (una sorta di condominio) che ha rifiutato persone come  Melanie Griffith e Antonio Banderas, Cher, Billy Joel, Madonna, Carly Simon, Alex Rodriguez, Judd Apatow, e Tea Leoni.

Ovviamente tante sono le leggende che animano la fama di questo edificio, come ad es. quella che dice che ci sono 30mila dollari sepolti sotto il pavimento dell’appartamento di Lennon; o che le caldaie dello stabile sono in grado di riscaldare ogni edificio nel raggio di quattro isolati e via dicendo. Ai viaggiatori, però, rimane solo la possibilità di farsi una bella foto davanti alla vigilata porta del Dakota e poter affermare di esserci almeno passati davanti.

  

  




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