domenica , 4 dicembre 2016
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L'incrocio tra Bedford Avenue e la Sixth Street, Williamsburg
L'incrocio tra Bedford Avenue e la Sixth Street, Williamsburg

Williamsburg, Brooklyn

Williamsburg, è collegata a Manhattan tramite il Williamsburg Bridge che parte da Delancey Street a Brooklyn e attraversando l’East River, arriva al Lower East Side di Manhattan.

Dall’area industriale poco conosciuta fino a pochi anni fa, questo quartiere e in generale la zona di North Brooklyn (Wlliamsburg, Bushwick e Green Point), è diventata una vera attrattiva per i turisti ma anche per i newyorkesi stessi. Nascono locali e negozi ad hoc per un turismo alternativo rispetto a quello commerciale e caotico tipico della Grande Mela. Vecchi capannoni dismessi sono diventati pub, locali, gallerie per installazioni contemporanee, negozi vintage, ristoranti alla moda, supermercati bio, laboratori artigianali e bistrò dal sapore antico.

Breve storia su Williamsburg

Il quartiere di Williamsburg, può essere definito senza dubbio un “cool neighborhood” (detto all’americana). Ha saputo emanciparsi da una condizione che lo vedeva inizialmente mero agglomerato di capannoni industriali, diventando nel tempo uno dei centri urbani più sbarazzini e anticonformisti della città.

Animato da un furente carattere totalmente svincolato dalle briglie del conformismo, Williamsburg si veste di una
libertà madida di moda, eccellenza e creatività in pieno stile hipster, incarnato alla perfezione da locali alternativi, ristoranti stellati, negozi eterogenei, librerie e gallerie d’arte che non demonizzano ma esaltano uno sfondo contraddistinto da murales e street art ai limiti dell’esasperazione giovanile, intesa ovviamente in senso positivo.

Gli Stati Uniti, meravigliosa terra delle opportunità e sfavillante vallata di sogni oceanici, sono tante cose, grattacieli, policromatiche realtà, hamburger, spiagge e high style; tra queste perle che tessono l’immaginario dei ragazzi europei c’è anche Williamsburg, un posto diverso, cangiante e di certo da vedere per rendere l’esperienza oltreoceano indimenticabile.

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Come arrivare

L’accesso al quartiere è consentito dalla stazione Bedford Avenue della linea L della metropolitana, che trae il nome dall’arteria principale di Williamsburg, pullulante di esercizi commerciali a misura di turista e affine.

Gradevole al mattino, frizzante il pomeriggio e irrorato d’entusiasmo la sera, quest’epicentro newyorkese è il massimo soprattutto durante la calda estate yankee, quando una passeggiata lungo l’East River State Park apre sinceramente alla vista spettacolare sullo skyline di Manhattan, un’ammirazione a 360° da lasciare a bocca aperta.

Le cose da non perdere

Se poi le fauci del contemplatore si chiudono attanagliate dalla secchezza, allora risulta d’obbligo puntare immediatamente al birrificio Brooklyn Brewery, uno dei grandi templi della birra artigianale dove è addirittura possibile – grazie a un tour con guida al seguito – comprenderne le varie fasi della complessa produzione, una curiosità che almeno una volta nella vita occorre togliersi.

Da programmare, se vi è consentito, una sessione di vacanze che includa come minimo un weekend. Il motivo? Non perdere i mercatini delle pulci, popolari addensamenti di caratteristiche bancarelle che offrono pezzi d’amarcord sensazionali: fra questi non mancano (e non mancheranno mai) monili e suppellettili vintage, vinili e capi d’abbigliamento usati, venduti a frotte specialmente al Brooklyn Flea Market, il mercatino più famoso di scena ogni domenica sia in Lafayette Avenue che sulla 6th Street, che precede per importanza l’Artist & Fleas, nel quale abbondano creazioni originali e souvenir da acquistare.

Di matrice gastronomica è invece lo Smorgasburg, vero e proprio mercatino di strada in cui trionfano specialità tradizionali provenienti da ogni parte del mondo, gustabili in un contesto di buona musica e luci che agghindano gli angoli di Manhattan.

In molte vie del quartiere sono appunto le note musicali a far da padrone ai target dello shopping itinerante: mentre gli amanti del vintage si danno a rivangare dolci ricordi da Amarcord, Lavai Maria, Buffalo Exchange e Beacon’s Closet (uno dei negozi dell’usato più conosciuti della Grande Mela), gli appassionati della melodia si riversano da Earwax e Rough Trade, pantheon dei CD e dei 33 giri. I bibliofili facciano un salto da Spoonbill & Sugartown, una libreria che brulica letteralmente di rarità in cellulosa.

Dove mangiare

Camminando, si sa, a una cert’ora del giorno la fame inevitabilmente incalza, ergo s’impone una sosta dove il cibo chiama e lusinga. Ebbene, a Williamsburg non c’è che l’imbarazzo della scelta, dato il considerevole numero di ristoranti molto diversificati fra loro ma tutti attestati su una qualità medio-alta. Se è il lusso ciò che cercate, potete – anzi dovete – recarvi alla Maison Premiere, istituzione locale il cui fiore all’occhiello sono le ostriche e il pesce, crudo e cotto; il pesce crudo si può assaporare anche al giapponese 1OR8, pronto a servire sushi impeccabile; i carnivori si fiondino da Peter Luger, la steakhouse (scopri le migliori di New York) osannata dalla guida Michelin; chi esige il km 0 opti per un trittico di ristoranti abbordabile, costituito da Diner, Marlow & Sons e Reynard, sullo stesso piano dei quali si pone l’Elm, diretto dallo chef Paul Liebrandt; la cucina internazionale si esprime nel messicano Mesa Cayoacà ma anche nel francese Juliette, fucina di deliziose omelette; per le sfizionerie rivolgersi a Egg per colazioni molto sostanziose oppure a Bakeri, mago dei dolci fatti in casa, tenendo da conto anche la pizza di Williamsburg Pizza e il pollo fritto di Pies’n’Thighs.

L’arte

Fatto il pieno, sarebbe sacrilego non rimettersi in marcia perché nel quartiere l’arte attende di essere stimata: creatività e stravaganza si danno appuntamento alla Art 101 o alla Brooklyn Art Library, inglobate da un contesto urbano dove furoreggiano sgargianti graffiti da immortalare con occhi attenti e macchina fotografica alla mano.

Locali per la sera

Dopo il tramonto giunge la sera e la rutilante movida di quartiere prende il sopravvento sprizzando delirio all’interno di psichedelici locali da vivere: tra questi si distingue il Brooklyn Bowl, ristorante che unisce anche il divertimento del bowling alla dance scalmanata della discoteca; la musica elettronica divampa all’Output, mentre gli effluvi caraibici confluiscono al Bembe; cocktail favolosi si possono bere all’Hotel Delmano, bar arredato secondo i dettami degli anni ’30; per una serata alternativa si approdi al Crown Victoria, incastonato all’interno di una ex officina per le auto della polizia; la gradevolezza etilica impregna la Brooklyn Winery e la New York Distilling Company, che spaziano in maniera disinvolta dal vino al gin. La musica dal vivo è di stanza alla The Music Hall of Williamsburg, al Pete’s Candy Store, alla Knitting Factory e alla Union Pool, dove si esibiscono nuove band e talent emergenti.



  

  

  

  




2 commenti

  1. cioa, complimenti per il sito stupendo! Sai dirmi per caso se ci sono altri flea market a ny e dintorni ad es. a Manhattan?

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