sabato , 10 dicembre 2016
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Diana In Viaggio Da Sola

Il racconto di viaggio di Diana

Diana si definisce una viaggiatrice impulsiva e convulsiva, spesso si offre da cavia per i suoi lettori provando e testando personalmente luoghi e posti in giro per il mondo che poi racconta sul suo blog In Viaggio da Sola.
Oggi ci parla del suo viaggio nella Grande Mela.

Il tuo blog mi sembra davvero molto ben curato. Qual è la tua ricetta per proporre contenuti interessanti per gli utenti?
Il blog in origine nasce come una sorta di diario in cui raccontare le proprie esperienze, nel mio caso di viaggio. La componente personale è secondo me quello che rende al momento i blog così seguiti. Per stabilire quello che è interessante per gli utenti, io mi uso come “cavia”. Quello che per me è interessante in tema di viaggi potrebbe infatti esserlo altrettanto per il mio target e quindi per altre donne che amano viaggiare, in particolar modo da sole. Prima di scrivere un articolo provo a chiedermi: “Leggeresti un articolo con questo titolo”? –oppure – “Ti interesserebbe saperne di più sul tal posto”?. E se la risposta è sì, l’idea passa il test e diventa articolo!
Un altro trucco è quello di leggere molto: articoli di viaggio, altri blog, news sul turismo e cercare così di intercettare le tendenze del momento e gli interessi in materia di viaggi.

Sei una di quelle persone che prima di partire organizza tutto oppure preferisci andare all’avventura?
Se devo essere sincera, il fatto che io abbia un blog di viaggi non vuol dire che io sia una viaggiatrice perfettamente organizzata. Anzi, sono spesso una pasticciona e molte volte mi è capitato di partire all’avventura. Altre volte invece, quando magari ho poco tempo a disposizione, cerco di programmare un itinerario di massima, stampare pagine di altri blog e guide turistiche. La verità però è che a me emoziona partire all’avventura, non sapere cosa aspettarmi da un posto e scoprirlo con occhi nuovi, come quelli di una bambina.

Per me la vera esperienza di un viaggio è quella. Ed è il motivo per cui non posso fare a meno di viaggiare: per quel brivido che mi prende appena vedo un posto nuovo. E il bello è anche prima del viaggio: quando ti immagini come sarà quel posto e ti fai un’idea nella tua testa, assolutamente a caso. Te ne figuri le strade, le spiagge magari, le persone. Poi arrivi ed è tutto una sorpresa. Ecco, quella sorpresa è la sensazione che mi fa scegliere ogni giorno di continuare a viaggiare.

Tra i tuoi tanti viaggi hai fatto tappa a New York, qual è l’angolo di questa città che ti ha lasciato senza fiato?
A New York ci sono stata tre volte. Ho dedicato la prima a un tour tradizionale con le solite tappe turistiche, che una volta nella vita vanno assolutamente fatte. La seconda invece è stata un po’ più “free” e mi sono dedicata alla scoperta di alcune zone che non conoscevo. La terza volta è stato praticamente un week end fuori porta, che ho cercato di vivere nella maniera più “local” possibile. La parte di New York che più mi ha emozionato è stato l’East Village, con i suoi palazzi tipici e quell’atmosfera più tranquilla e meno da grande metropoli, con piccoli negozietti e un ritmo più “rilassato” e un po’ bohémien. Spettacolare però è anche la passeggiata lungo il Ponte di Brooklyn: ti fa sentire proprio al centro del mondo e parte di qualcosa di unico.

Ponte di Brooklyn
Ponte di Brooklyn

C’è invece un aspetto di questa città che ti ha deluso? Se si, ti va di spiegarci il motivo?
Little Italy è stata per me un po’ una delusione, nel senso che me l’aspettavo meno “vetrina” e più tradizionale. Oramai sembra solo un’attrazione fatta apposta per i turisti e di italiani ce ne sono ben pochi. Inoltre me l’ero immaginata più grande, invece è praticamente poco più che una strada.

Non puoi conoscere a fondo una città se non hai assaggiato la cucina locale, qual è la cosa più buona che hai mangiato a New York?
A New York ho mangiato cose molto buone così come cose molto meno gustose. In generale anche la cucina è cosmopolita, così come la popolazione, ed è un mix di tante cucine diverse. La cosa più buona che ho mangiato, da buona amante dello street food, è stato un bagel ai semi di sesamo farcito con formaggio, tacchino, avocado, lattuga e pomodoro. Mangiato poi su una panchina di Central Park, ha tutto un altro sapore!

Che idea ti sei fatto dei newyorkesi?
New York come tutti sanno è una città estremamente cosmopolita, dove vivono persone provenienti davvero da tutto il mondo. E’ difficile dare una descrizione univoca del newyorkese in quanto abitante di New York. Quello che però mi ha colpito è la grande disponibilità che io ho sempre trovato nella gente di New York: a darti un aiuto quando ti perdi, a leggere una cartina o a indicarti un posto. Nonostante siano veramente quasi sempre tutti di corsa, la gente ha un lato umano molto spiccato ed è sempre pronta a darti una mano. Un’altra cosa che mi ha colpito è che la gente non va a pranzo e cena a orari più o meno fissi, come da noi. Qua si va a mangiare semplicemente quando si ha fame.

Stai già organizzando il tuo prossimo viaggio? Dove andrai?
Ogni mio giorno è occupato dalla passione-ossessione per i viaggi. Quindi la risposta è sì, sto già organizzando un viaggio. In realtà ne organizzo quotidianamente, poi alcuni vanno in porto, altri no, ma il bello è anche nel sognare. Pensavo di partire per la Korea del Sud, terra che non conosco affatto per ora. E’ che per questo vorrei conoscere. La curiosità di scoprire stili di vita e culture profondamente diversi dal nostro modo di vivere occidentale mi attira terribilmente verso questo paese. Prossimamente ho anche già in programma un viaggio per la Tunisia. Ma nulla vieta che intanto la lista dei miei viaggi possa allargarsi…

  

  




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