A New York sorgerà (forse) il parco sotterraneo Lowline

Low Line, New York: come sarà

Nel 2021 a New York era prevista l’apertura del primo parco sotterraneo al mondo, grande circa quattro chilometri quadrati, che avrebbe permesso a tutti i residenti della Grande Mela – oltre che ai turisti – di godere di una speciale area verde per 365 giorni all’anno.

Purtroppo, a febbraio 2020 è stata comunicata la sospensione del progetto per mancanza di fondi.

Il progetto è sospeso, ma non necessariamente cancellato, quindi ve ne parliamo e restiamo in attesa di buone notizie! 😉

“The Lowline” – questo il nome del parco – era stato pensato come una sorta di corrispettivo di High Line, il parco di New York, situato all’estremità ovest di Manhattan e stato ricavato dai binari in precedenza occupati dalla West Side Line.

Insomma, il concetto alla base è lo stesso, con la sola differenza che questa volta non si guarda in alto ma in basso!

L’area è sempre quella di Manhattan, ma in questo caso nella zona orientale: il parco sottoterra dovrebbe sostituire i binari della metropolitana che un tempo trasportava le persone da Manhattan a Brooklyn (la linea che percorreva il Williamsburg Bridge, che è stata attiva fino alla metà del secolo scorso), mentre al di sopra i newyorchesi passeggeranno e guideranno sulle strade del Lower East Side.

Indice di A New York sorgerà (forse) il parco sotterraneo Lowline:

Un’anteprima del parco: il Lowline Lab

In attesa di vedere, un bel giorno, il Lowline pronto e a disposizione per essere utilizzato, fino a febbraio 2020 ci si poteva accontentare del Lowline Lab (oggi chiuso) situato al numero 140 di Essex Street: un piccolo assaggio di ciò che sarà il parco una volta che – speriamo – sarà portato a termine.

Il Lowline Lab accoglieva un giardino vero e proprio, illuminato dalla luce del sole che riusciva a penetrare nella struttura grazie ad alcuni tubi trasparenti affioranti dal soffitto, con diverse piante già cresciute.

Com'è attualmente la Low Line
Lo spazio destinato a “The Lowline”

Il progetto del parco

Il progetto che si nasconde dietro all’idea è a dir poco innovativo, anche perché a illuminare il parco sotto terra dovrebbe essere la luce del sole, come in qualsiasi altro giardino del mondo.

La scelta è ricaduta su una zona suggestiva, non solo per i soffitti a volta e per il pavimento realizzato in parte con i ciottoli, ma soprattutto per la presenza dei binari incrociati della linea ferroviaria, la cui stazione non è più utilizzata dalla fine degli anni ’40.

In pratica, è stata messa a disposizione di questo progetto un’area di quattro chilometri quadrati, vicina alla linea Z, alla linea M e alla linea J, che fino a una settantina di anni fa era occupata da vagoni, e che poi è stata abbandonata.

L’idea della Lowline

La nascita del progetto della Lowline nasce dal proprietario dello studio di design Raad, James Ramsey: era il 2009 quando ha scoperto l’esistenza di quel terminal della metro ormai dimenticato da tutti.

Ebbene, da quel momento in poi Ramsey si è ingegnato per provare a realizzare un giardino in quei sotterranei: l’incontro definitivo è stato quello con un esperto del sottosuolo della Grande Mela, Dan Barash.

Ma come è possibile far penetrare la luce del sole in un giardino creato sotto terra?

Grazie ad una tecnologia studiata ad hoc, che permette di beneficiare della cosiddetta luce solare remota.

In sostanza, uno schermo costituito in vetro permette ai raggi del sole di essere indirizzati verso un collettore parabolico: a quel punto la luce è diretta verso un punto focale, e da qui può arrivare sotto terra.

Un meccanismo non troppo complicato, in virtù del quale la luce solare può giungere nel sottosuolo, e che addirittura garantisce il miglior processo di fotosintesi possibile, dato che l’illuminazione destinata al verde e alle piante sarebbe sempre quella giusta, esattamente quella necessaria.

Il via ufficiale al progetto della Low Line è stato dato il 14 luglio del 2016, quando la NYCEDC, la Corporazione per lo Sviluppo Economico di New York, ha fornito il nulla osta per l’impiego degli spazi.

Speriamo che il nuovo parto sotterraneo trovi la luce!

Per saperne di più, potete visitare il sito ufficiale.

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