Il sistema sanitario negli USA

Scrivi un commento per primo / di Francesca Mereu / aggiornato: 17 Maggio 2020

Sistema Sanitario USA

Il sistema sanitario degli USA non è strutturato come quello del nostro Paese.

In Italia, infatti, la sanità è un diritto universale garantito dallo Stato a prescindere dal ceto sociale e dal reddito, ai sensi dell’art.32 della Costituzione.

Negli USA, invece, il diritto alla salute non è universalmente garantito per tutti da leggi dello Stato.

Esistono, è vero, alcuni programmi assistenziali pubblici destinati a specifiche fasce di popolazione, ma la maggior parte dei cittadini americani per ottenere prestazioni mediche si trova a dover stipulare una polizza di assicurazione con una compagnia assicurativa privata.

Scopriamo qualcosa di più sull’argomento.

Come è strutturato il sistema sanitario negli Stati Uniti

Fin dalle sue origini, l’apparato per la cura e l’assistenza sanitaria della popolazione negli USA si è basato su criteri di natura prevalentemente privatistica.

In un simile contesto, i cittadini hanno la possibilità di curarsi adeguatamente solo se hanno preventivamente sottoscritto un’assicurazione, o se hanno il denaro necessario per fronteggiare le spese per visite, ricoveri e interventi chirurgici.

Esistono, comunque, due programmi di assistenza pubblica:

  • Medicare, dedicato agli ultrasessantacinquenni, e indipendente dal reddito;
  • Medicaid, dedicato a determinate fasce di popolazione a basso reddito quali le famiglie con bambini, le donne in gravidanza, gli anziani, i disabili. Questo programma, finanziato dal governo federale, è gestito dai singoli stati.

La responsabilità di sorvegliare questi programmi è in capo al Center for Medicare and Medicaid Services (CMS), che monitora anche il programma di assicurazione sanitaria dedicato ai bambini, il Children’s Health Insurance Program (CHIP).

Un po’ di storia

Il sistema sanitario americano, nato con un’impronta privatistica, è stato in parte modificato nel tempo, per colmarne le lacune e correggerne l’iniquità.

Fino agli anni ’30 del Novecento, il sistema è stato completamente privato.

Nel 1935, il presidente Franklin D. Roosevelt realizzò, tramite il suo “Social Security Act”, un rilevante sistema di sussidi di disoccupazione e di aiuto governativo per i cittadini in difficoltà. Roosevelt non riuscì tuttavia ad includere nel progetto i casi di malattia, per via dell’opposizione dell’American Medical Association (AMA), contraria all’intervento statale in ambito sanitario.

Il tentativo di avviare un sistema di copertura sanitaria universalistico risale agli anni Sessanta e si deve a Lyndon Johnson, che fu il 36° Presidente degli Stati Uniti dopo l’assassinio di John Fitzgerald Kennedy.

Con i Social Security Amendments del 1965, Johnson istituì i programmi pubblici Medicare e Medicaid per l’accesso alle cure alle persone anziane e indigenti.

Per un ulteriore ampliamento del sistema si dovette attendere fino al 2010, anno in cui il Presidente Barack Obama emanò il famoso Patient Protection and Affordable Care Act, meglio noto come Obamacare.

Questa importante riforma sanitaria ha ampliato il numero dei cittadini aventi diritto ai programmi Medicare e Medicaid e introdotto il principio di assicurazione obbligatoria, finanziata attraverso sussidi ai datori di lavoro e ai singoli individui.

Tali interventi sono stati possibili grazie ai prelievi fiscali sulle fasce più ricche della popolazione. Grazie all’Obamacare, oltre trenta milioni di statunitensi hanno avuto la possibilità di stipulare un’assicurazione privata grazie agli aiuti pubblici.

Il successivo Presidente, Donald Trump, ha tentato per due volte di abrogare l’Obamacare, senza successo.

Attualmente, circa l’85% dei cittadini statunitensi possiede una copertura assicurativa.

Di questi:

  • Circa il 60% è assicurato dalla propria azienda o da quella del coniuge
  • Circa il 9% circa sottoscrive individualmente una polizza
  • Circa il 30% riceve la copertura assicurativa dai programmi Medicare e Medicaid

Rimane ancora scoperta un’ampia fetta di popolazione, completamente priva di copertura: parliamo – purtroppo – di oltre trenta milioni di persone.

Ospedali pubblici e ospedali privati

Negli Stati Uniti esistono sia ospedali pubblici, sia ospedali privati, per un totale di 6.146 strutture (dato dell’American Hospital Association per l’anno 2018).

I primi sono strutture di grandi dimensioni finanziate dal Governo federale, che assistono anche le persone meno abbienti.

La qualità delle cure è buona, tuttavia i tempi di attesa possono essere lunghi, a meno che non si tratti di emergenze.

Gli ospedali privati – dalle cliniche specializzate a quelle universitarie – sono strutture solitamente più piccole, ma che offrono un’assistenza migliore (se pur più costosa) rispetto agli ospedali pubblici.

Questo non dipende dalla preparazione del personale (pressoché equivalente nelle strutture pubbliche e private), ma dalla disponibilità di attrezzature all’avanguardia presso gli ospedali privati che, tra l’altro, hanno liste d’attesa più brevi.

Quanto costa trattare le diverse patologie?

I prezzi per le cure mediche negli USA sono esorbitanti.

Qualche esempio:

  • Visita al Pronto Soccorso: da $150 a $3.000
  • Visita medica per un nuovo paziente non assicurato: in media $160
  • Visita pediatrica: $400 circa
  • Medicazione per ustione da calore: $1.000 circa
  • Cura dentistica: da $200 a oltre $1.600
  • TAC: $1.000 circa
  • Intervento di appendicite: fino a $30.000
  • Trattamento di un infarto: circa $180.000
  • Parto gemellare pretermine: circa $150.000

I prezzi possono variare in base alla località: i trattamenti sono più costosi in Stati come quello di New York e nella California.

IMPORTANTE! Se durante il vostro viaggio negli USA doveste avere bisogno di cure mediche, ricordate di mettervi prima in contatto con la compagnia presso la quale avete sottoscritto la polizza di viaggio.

Riceverete così tutte le indicazioni del caso e sarete probabilmente indirizzati verso una struttura specifica.

Quanto può costare una polizza per un cittadino americano

Le polizze hanno prezzi variabili nei diversi stati d’America, ma possono costare fino a $600 al mese.

L’importo dipende, naturalmente, dal grado di protezione garantito all’assicurato e da altri fattori come l’età e lo stato di salute della persona.

Le più importanti compagnie assicurative americane sono queste “big five”:

  • Aetna
  • Cigna
  • UnitedHealthcare
  • Humana
  • Blue Cross Blue Shield

Le polizze di base di solito coprono le spese mediche solo a partire da un certo importo, mentre le assicurazioni più costose offrono una protezione superiore e i migliori trattamenti.

I premi richiesti diventano altissimi (o, addirittura, viene negata la stipula dell’assicurazione), in caso di soggetti con patologie pregresse o congenite, o in caso di persone con uno stile di vita che li espone ad elevati rischi per la salute, come i grandi fumatori.

Un’altra nota negativa: gli assicurati generalmente devono anticipare le spese mediche, e la compagnia assicurativa procede al rimborso successivamente.

In definitiva, i cittadini più fortunati sono quelli assunti dalle grandi aziende che coprono, totalmente o parzialmente, i costi assicurativi del dipendente e della sua famiglia.

L’assicurazione di viaggio per i turisti: importante e accessibile

Considerando le caratteristiche del sistema sanitario degli USA, partire per un viaggio negli States senza un’assicurazione di viaggio sarebbe una vera imprudenza.

I prezzi di questo tipo di polizza sono più che accessibili: pensate che per una vacanza di una settimana potete trovare valide proposte con prezzi a persona a partire da €35!

In questa pagina troverete tante informazioni sulle assicurazioni di viaggio per gli Stati Uniti e una tabella che riepiloga le caratteristiche e i prezzi delle migliori assicurazioni di viaggio presenti sul mercato.

Di sicuro troverete quella che fa per voi e potrete anche acquistarla direttamente!

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