venerdì , 9 dicembre 2016
In primo piano
Home > Diari di viaggio New York > Alla scoperta della Grande Mela – diario di viaggio New York

Alla scoperta della Grande Mela – diario di viaggio New York

Salve, siamo Gianluca e Lisa una giovane coppia che ha il piacere di pubblicare un racconto su un viaggio fatto molto di recente raccontandovi tutte le emozioni e le impressioni che ci ha regalato una delle città più belle del mondo: New York. Una città unica, che ha saputo sorprenderci e lasciarci davvero sbigottiti e impressionati di fronte alla sua maestosità. Cercherò di raccontarvi New York principalmente da un punto di vista soggettivo, dagli occhi di chi l’ha vista fino a ieri e descrivere le mie esperienze personali per raccontarvi quello che in un documentario di New York non troverete.

L’ARRIVO A NYC: Iniziamo a descrivere quest’ esperienza dall’arrivo all’aeroporto di J.F. Kennedy, dove siamo stati accolti piuttosto male… Freddi e poco cordiali ci hanno trattati con poca simpatia e cordialità, ma dopo scopriremo che i buoni e i cattivi sono dappertutto in giro quindi non limitarsi alle sole prime esperienze. Noi che parliamo poco l’inglese, abbiamo avuto moltissime difficoltà iniziali a capire l’americano. Infatti quando mi dissero che l’inglese è una cosa e l’americano è un’altra, ora ho capito a cosa si riferivano… Diciamo un po’ come un veneto e un calabrese… Una volta però usciti dalla fase aeroporto abbiamo finalmente apprezzato la realtà di questa immensa metropoli. Le casette tutte ordinate, che sembrano di legno colorato. Le “detached” o “semi-detached houses”.

IN GIRO PER LE STRADE… Io e la mia girlfriend abbiamo visitato le zone di Manatthan, da Times Square a Union Square, all’ex World Trade center, alla zona di Wall Street, alla popolosa e colorata Chinatown e Little Italy, Brooklyn, Long Island, Central Park, Statua della Libertà e altre zone saltando Queens e il Bronx per motivi di tempo. Purtroppo l’hotel era nel New Jersey e non vi dico che sfacchinata ogni giorno prendere shuttle navetta, trenino, treni, metropolitana… (E anche un bell’esborso finanziario!). La prima cosa che è balzata all’occhio una volta usciti dalla metro di New York è (indovinate un po’?) i grattacieli! Palazzi smisuratamente alti che tolgono il fiato a qualsiasi persona che passi in mezzo alle strade limitrofe! Uno spettacolo incredibile che difficilmente può essere descritto e fotografato per rendere l’idea di questa immensità… Un turista si differenzia da uno locale perché è sempre con la testa per aria! E come dargli torto di fronte a questi spettacoli dell’edilizia tecnologica-moderna! Sempre girando per la città non ho potuto fare a meno di notare i tombini. Tombini dai quali esce un fumo sotto forma di vapore costante fortissimo e che spesso fa tremare il coperchio e il tutto in mezzo alle strade!

CIBO: E’ ora di sfatare un tabù. Nella città della Grande Mela il cibo non fa schifo, anzi… Il problema è che dopo una settimana che mangi li potresti avere qualche problema di eccesso di grassi, di colesterolo e chi più ne ha più ne metta. Dato che la cucina americana di fatto non esiste, il tutto è un insieme di cucine differenti dal classico hamburger all’hot dog, dalla cucina asiatica giapponese/cinese, alle specialità indiane e mediorientali (siamo stati a mangiare in un ristorante turco, davvero niente male!) e altre varietà che sono un po’ scopiazzate e importate da altri paesi. Sia ben chiaro che tale cucina non è nemmeno lontanamente paragonabile alla nostra italiana, che credo, sia la numero uno nel mondo (infatti appena sono tornato ho mangiato un piatto di cappelletti in brodo e in serata una pizza!) E gli americani purtroppo, non capiscono che bisogna mangiare meglio e in maniera più sana per non diventare già dalla giovane età obesi. In giro ci sono più negozi di alimentari di quanto uno possa immaginare… Non si fa in tempo a girare l’angolo che ci sono negozi di questi generi e gli odori che emanano sono lo specchietto per le allodole e tutti a prendersi il mangiare con rigorosamente allegato il BEVERONE! Infatti nella città della Grande Mela vedrete sempre due cose ai pendolari studenti/lavoratori: una bibita gigante contenente yogurt liquido, succhi o miscugli vari e l’ iPod!

LA POLIZIA E SICUREZZA: Spesso mi hanno detto che New York è una città pericolosa e che c’è da stare attenti a uscire la notte. Beh io dico che dipende a che ora, e in che posto vai. Ovvio che se vai nei sobborghi di Brooklyn, una sorta di Light Bronx, sono d’accordo, ma girare nelle vie superaffollate e illuminate di Times Square, mi pare alquanto improbabile. Per quanto riguarda la polizia di New York, vorrei fare un elogio al loro modo di comportarsi e di essere consapevoli che prima di essere “SBIRRI”, sono degli UOMINI e che in tutte le occasioni ho sempre avuto modo di notare con quanta umanità fanno il loro lavoro, quanti aiuti danno e i modi in cui lo fanno non sono mai altezzosi “in stile poliziotti italiani” che ti guardando dall’alto verso il basso con aria di superiorità. Per quanto ho avuto modo di constatare e di sentire dalla gente del posto, sono delle persone che fanno bene il loro lavoro senza andare ad intaccare la caratteristica principale che dovrebbe avere un piedi piatti. Essere al servizio della legge e dei cittadini. Poi dicono, come mai in Italia non ci sia collaborazione con le forze dell’ordine: per forza, il più delle volte l’italiano li teme e ha paura anziché nutrire fiducia e sentirsi protetti!

RAP E METROPOLITANA: New York può essere definita la patria del Rap o se non altro una delle città per eccellenza in cui si rispecchia questo tipo di cultura. E’ impossibile non vedere un ragazzo piccolo, medio o grande che non vesta rap, che non ascolti musica rap, che non balli musica rap. E’ bellissimo vedere decine e decine di rapper vestiti in questo modo che passeggiano, vanno a lavoro, vanno a fare shopping, fanno qualsiasi cosa vestiti in questo modo. Anche perché essere rapper è una cultura, non una moda che dura un paio di stagioni e poi svanisce. La cultura del rap è come la cultura per la pasta in Italia, indelebile. Nota dolente arriva per le metropolitane: davvero brutte, vecchie, sporche e sgangherate. Sia per quanto riguarda i treni veri e propri, sia per l’ambiente metropolitano “the subway”. Ho notato purtroppo che in una città del genere è una nota troppo dolente che deve essere sicuramente migliorata anche se secondo me non è una questioni di fondi o soldi rinnovare le metrò, ma di organizzazione. Di fatto migliaia e migliaia di persone ogni giorno si imbattono in una metropolitana e fermare o rallentare causa lavori porterebbe al casino più totale una città che non può e non riesce a fermarsi praticamente mai. Per noi italiani abituati al ritmo dinamico e stressante della vita di ogni giorno, quello che accade li è almeno triplicato. I taxi sfrecciano ad una velocità pazzesca in strade principalmente a senso unico probabilmente per rendere più fluida la viabilità; i pedoni si lanciano in mezzo alla strada anche quando c’è rosso, è un totale caos che descriverlo è impossibile.

BREAKDANCING E BALLI DA STRADA: Risulterà un’abitudine imbattersi in uno spazio di metropolitana o in un angolo di una strada in cui vi siano gruppetti di “ballerini” di street che con una semplice radio cattureranno l’attenzione dei turisti e non solo. Ho visto fare cose inimmaginabili… Gente che salta da fermo con capriola all’indietro e atterra su un solo piede, ragazzi che si lanciano sui muri camminando verticalmente per poi atterrare in simultanea dopo aver eseguito delle acrobazie indescrivibili! Il tutto condito da una sorta di balletti in stile breakdancing e scenette comiche che sono state qualcosa di SPETTACOLARE. E pensare che noi facciamo vedere tutte le domeniche gli “spettacoli” (Se così possono essere definiti di “Amici” il programma della De Filippi) mi viene il latte alle ginocchia di fronte a queste sceneggiate…

ETNIE: Ho sentito spesso dire che a New York ci sia molto razzismo e che le razze non si incrociano mai… Beh, li ho visto di tutto. Nel senso che ho visto coppiette miste, amici in gruppi misti e con etnie differenti. Certo, ho visto che la maggior parte di loro escono “fra i loro simili”, ma non ho mai notato un disagio nei confronti del collega “diverso”, oppure una sorta di intolleranza. Ho sempre visto il massimo rispetto tra loro, e se alla fine non stanno nello stesso gruppo non si disprezzano come facciamo qui da noi quando vediamo un extracomunitario che lo guardiamo con un occhio dispregiativo o con un aria di superiorità. Probabilmente dovranno passare ancora chissà quanti secoli affinché l’integrazione tra le razze differenti sia totale. Infine, volevo fare un ultimo appunto: il Trade Center che non c’è più. Siamo stati li, nella zona dove sorgevano le Torri Gemelle e il posto è blindato. Il tutto è circondato da reti ed è assolutamente inaccessibile ai non addetti. Stanno facendo dei lavori e stando a quello che si dice vogliono preparare un Trade Center ancora più imponente. Moltissimi turisti si fermano li, a guardare le foto dei vigili che spegnevano gli incendi, che cercavano di salvare la vita di civili, alle facce sconvolte delle persone, allo strazio che una sciagura del genere ha causato. Una pelle d’oca da brividi restare li, a vedere, leggere i nomi di centinaia di persone morte, nella tragedia più immane degli ultimi anni. Un brivido che vola via, ma un ricordo triste che porteremo con noi forever.


Diario di: Gianluca e Lisa


  

  

  

  




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

X