Viaggio verso un sogno chiamato New York

Scrivi un commento per primo / di Carlo Galici / aggiornato: 2 Settembre 2019

Ci siamo… è arrivato il tanto desiderato giorno della partenza! Sveglia impostata alle 7 del mattino, aereo alle 12:15, con partenza da Roma verso New York con scalo a Dublino! Arrivo previsto per le 19:35.

Prima volta in aereo e subito una bella traversata oceanica! Volo tranquillo, soddisfacente, senza problemi… Arriviamo a New York in perfetto orario; controlli su controlli e finalmente usciamo e calpestiamo terra AMERICANA! E’ notte, sono le 21 (eh si, i controlli durano un bel po!)… affamati e stanchi ci dirigiamo verso il luogo indirizzato come “attesa del Taxi”, troppo stanchi per prendere la metro, optiamo per il famoso taxi giallo americano.

Dall’aeroporto ci dirigiamo verso Manhattan… c’è traffico, tanto traffico! E da lontano cominciamo a scorgere le luci dei primi grattacieli. Su tutti svetta l’Empire! Entriamo a Manhattan e raggiungiamo il nostro appartamento (non abbiamo scelto hotel perché non ci hanno convinto quelli visti, ma un appartamento a Midtown tra la 1° e la 2° Ave… si è rivelata un’ottima scelta!. Scarichiamo bagagli e bagaglini, paghiamo il tassista e via in appartamento a riposare! Domani ci aspetta la prima giornata NewYorkese!!!

Dopo un sonno ristoratore, si parte per l’avventura. Come prima tappa (dopo una sosta da Starbucks… il famoso STARBUCKS!) ci dirigiamo verso l’Empire… voglio vedere subito Manhattan dall’alto, voglio godere della vista che offre ed iniziare a fantasticare sulle prossime tappe! Per fortuna con il mitico City Pass evitiamo un bel po di fila e in poco tempo raggiungiamo la vetta… inutile dire che ti lascia a BOCCA APERTA!

Una giungla di grattacieli o palazzi più bassi (dipende da dove guardi: Nord, Sud, Ovest, Est), un reticolo di strade, puntini gialli che si muovono ovunque… ai nostri piedi un mondo che scorre! Si intravede Lady Liberty, piccolissima… ma già ne avverti il fascino! Si intravede Ground Zero e il vuoto che ha lasciato e vedi il rettangolo verde più famoso al mondo: Central Park! Dopo un bel po di tempo, a causa del vento (fastidioso e anche freddino) decidiamo di scendere ed incamminarci verso Ground Zero. Sosta al Mc Donald’s e via si riparte. Camminiamo, camminiamo e camminiamo… dall’alto sembra tutto ravvicinato, ma camminando capiamo che le distanze sono ben più sostanziose così, decidiamo di usufruire della metro.

Sarebbe da scriverci un libro sulla metro newyorkese… è un mondo sotterraneo, fatto di persone, culture diverse: tutto ciò che non riesci a vedere sopra per la vastità degli spazi, lo vedi sotto nelle metro! Usciti dal mondo sotterraneo, ci troviamo nei pressi di Ground Zero; il caos cittadino si tramuta in un silenzio spavento.

Ogni rumore è attutito laggiù, nella Downtown… un silenzio che sa di rispetto per ciò che questo paese ha vissuto, un rispetto verso tutte le vittime. Un cantiere a cielo aperto, dei palazzoni (futuri grattacieli) che vengono su dal nulla, un muro totalmente ricoperto di nomi, ricordi di chi ha perso la vita.

Un muro in onore anche dei Pompieri che hanno dato la loro vita per salvare altre vite, per la loro patria. Un museo in onore di tutti loro per non dimenticare! Dal silenzio assoluto ci spostiamo verso il cuore finanziario della città: Wall Street. Purtroppo è domenica, il caos lavorativo non c’è e non ci sono nemmeno i brokers! Un vero peccato, ma ammiriamo lo stesso il luogo e i palazzi un po’ antichi, un po’ moderni; si passeggia nei dintorni di Wall Street. Dai grattacieli si passa a casette minuscole, attaccate le une alle altre e poi via, si raggiunge Battery Park e il vicino “The Bull”, il famoso Toro che tanto attira i turisti e le foto dei turisti!

Ci addentriamo nelle strade di Manhattan, perché il bello è proprio girare senza meta, si scoprono i posto più belli! Infatti arriviamo nei pressi di uno dei tanti giardini sparsi per la città e lì facciamo il primo sorprendente incontro: scoiattoli, una marea di scoiattoli sfacciatissimi, bellissimi, dolcissimi che ti camminano fra i piedi come gatti che ti vengono incontro se li chiami per dare loro del cibo!

Una piacevolissima e divertentissima sorpresa, mai avrei immaginato che in una città come New York potessi incontrare scoiattoli come niente fosse. Abbandonato il giardino arriviamo nei pressi di Tribeca e lì si fa un po’ di sano shopping! Poi a cena in un ristorantino niente male (peccato che con l’inglese non andiamo proprio d’accordo, così siamo costretti a prendere il classico hamburger!); dopo la cena, esausti dalla giornata e dal fuso che ancora si faceva sentire, si torna a casa a dormire!

È martedì e il tempo è peggiore del giorno prima e la cosa infastidisce parecchio dato che sarà la mattinata dedicata a Lady Liberty! Alle 11 ci aspetta il traghetto che da Battery Park ci porta a Liberty Island (e Ellis Island). Da Battery Park la Signora è piccola e distante ma man mano che ti avvicini la scopri sempre più bella e maestosa! Il tragitto in traghetto dura poco più di 10 minuti; una volta arrivati ti trovi al cospetto della Statua. Per entrare ci sono controlli (come ogni museo che si visiterà a New York) e gli omini ti daranno l’audio Tour.

Appena si entra nel Piedistallo, si vede una riproduzione delle Vecchia Fiaccola che aveva Lady Liberty, poi il tragitto ti porta alla riproduzione fedele del viso del Signora (un vero spettacolo). Nel museo c’è l’evoluzione della Statua, da quando era una semplice idea a quando è diventata reale e tangibile; dopodiché ti ritroverai davanti un bel po di scalini che ti porteranno LETTERALMENTE ai piedi della signora… quando esci nella parte antistante ed alzi gli occhi la vedi che svetta bellissima come non mai, in tutta la sua austerità e non puoi fare altro che rimanerne affascinato!

Anche lo skyline di Manhattan è un vero spettacolo da lì, in più con il tempaccio di quella giornata piena di nuvole, facevano di Manhattan un quadro unico! Nuvole su nuvole che sovrastavano i grattacieli fino quasi a coprirli, che altro fare se non fermarti e scattare foto su foto? Il tempo passa e dopo 2 ore provi ad allontanarti da quello spettacolo per avviarti di nuovo al traghetto che ti porterà ad Ellis Island.

Qui c’è il museo dell’immigrazione: Ellis Island era il luogo in cui nel passato attraccavano le navi che portavano gli immigrati in America in cerca di fortuna, e qui si vive un misto di emozioni e rispetto. L’audio tour ti porta a fare il tragitto all’interno dell’edificio che facevano gli immigrati una volta arrivati: i controlli medici a cui erano sottoposti e che gli permettevano o meno di poter entrare in America.

Anche qui il tempo vola; sono le 16 e ancora non abbiamo pranzato da quanto eravamo presi da ciò che ci circonda! Dopo aver dedicato qualche minuto allo shopping di souvenir (quanto costano!!!) decidiamo di tornare a Manhattan direzione Times Square! (FINALMENTE!!!) Il sole fa capolino e tutto diventa ancora più bello.

Esci dalla metro e ti trovi circondata da pannelli e pannelli e pannelli pubblicitari ovunque: uno scintillio di luci che contribuisce a rendere tutto più luminoso. Camminando arriviamo nei pressi di Madame Tussaud’s, il museo delle cere, Vip e Vip riprodotti fedelmente!

Decidiamo di entrare e la scelta si rivela azzeccata… un bel divertimento! Usciamo che ormai è quasi buio, ma il buio a Manhattan non esiste anche la notte è giorno.Il cielo è illuminato, sembra un mega albero di Natale pieno di luci e le Luci sono i grattacieli sovrastati da pubblicità e schermi illuminati; il torcicollo ormai è alle porte ma non puoi far altro che fregartene e continuare a rimanere a bocca aperta. Io posso orgogliosamente dire di essere diventata di nuovo una bambina immersa nel paese dei balocchi!

Giornata di musei. secondo i programmi, causa pioggia. Direzione MoMa..decidiamo di arrivarci a piedi, dalla 2°Ave alla mitica Fifth Ave..passando per Park Ave, una delle più belle a mio avviso, forse anche più della Fifth. Una strada a doppio senso che come spartitraffico ha una bellissima aiuola che si estende per tutta la strada..e alla fine della quale si trova un edificio molto molto bello: Helmsley Building! consiglio a tutti di passarci!

Dopo aver attraversato le strade più belle di Manhattan arriviamo al famoso MoMa…non mi soffermerò molto su questo museo perché non mi è piaciuto affatto!non sono una intenditrice di Arte..men che meno di Arte moderna!usciamo molto presto dal museo, anche se piove a dirotto e tira molto vento! Facciamo la stessa strada dell’andata nel senso contrario..per poter nuovamente ammirare la bellezza e il fascino dei grattacieli coperti da nuvole, fumo che esce dai tetti, smog…il tutto contribuisce a dare un immagine strepitosa di Manhattan!

Pranziamo veloce al riparo di un grattacielo e dopodiché ci lasciamo trasportare dalle strade, senza meta…e fu così che arrivammo a percorrere la Fifth…inutile dire dei negozi!da Fendi, a Gucci…da Cavalli a Valentino..per un attimo sembrava di essere in Italia per la grande quantità di bandiere Italiane che svolazzavano al di fuori dei negozi!camminando e camminando mi imbatto nel mio negozio preferito che purtroppo in Italia non ho la fortuna di averlo vicino casa: Abercrombie&Fitch!senza pensarci 2 volte entro nel negozio e ne esco dopo un bel po..credo di aver passato più tempo lì dentro che nel MoMa..purtroppo lo shopping è un mio debole e a volte sorpassa anche l’Arte e la Cultura, ahimè!..poi è il turno di Victoria’s Secrets, Nike…e poi è finito il pomeriggio!

Un intero pomeriggio dedicato allo shopping! piena di soddisfazione e con qualche soldino in meno, concordo con il mio ragazzo di tornare al nostro appartamento a cenare. La bellezza dell’appartamento è proprio questo: c’è la cucina e puoi sentirti anche a casa tua… perché dopo un po ti fa piacere ritornare alle vecchie abitudini (soprattutto culinarie!). E fu così che grazie al Market vicino casa che offriva prodotti Italiani, mangiammo un piatto di pasta!!!che goduria!!!

E’ deciso, questa SoHo ci interessa quindi è da vedere ed esplorare! Ok, lo ammetto chiedendo in giro sono venuta a conoscenza del fatto che lì si trova Hollister della catena Abercrombie e devo andare per forza! Un negozio di 4 piani alla pari di Abercrombie. Commessi e commesse (belli e belle) che girano in costume (sottolineo che nei negozi l’aria condizionata era sparata a palla!) uomini che accompagnavano le rispettive compagne sommersi di vestiti alcuni cedevano e si lasciavano cadere sui vari divanetti sparsi nel negozio; anche lì si può dire che non ho badato a spese (nei limiti). Tappa successiva Guess e Victoria Secrets (più rifornito dell’altro) e non potevo uscire da quest’ultimo senza un ricordo!

Da SoHo si arriva prima a Chinatown e poi a Little Italy, ma purtroppo quest’ultima sta sparendo inglobata dalla prima… povera Little Italy è sempre più Little ma i pochi ristoranti e parrucchieri “Italiani” rimasti sono un vero spasso! Decidiamo di non pranzare in uno di essi perché non ci fidiamo di questa presunta cucina Italiana, personalmente sono un po’ malfidata e quindi la cucina Italiana preferisco mangiarla in Italia!

Anche se non nascondo che gli odori che provenivano dai ristoranti non erano niente male, niente a che vedere con gli odori che provenivano da Chinatown! Odori forti, troppo forti per i miei gusti!

Dopo questo breve Tour attraverso Chinatown e Little Italy ci dirigiamo verso il Ponte di Brooklyn; troppa è la curiosità di vedere questo famoso ponte dipinto e riprodotto in tanti poster e foto! Il pomeriggio non è dei migliori, tira un vento fortissimo che tra i grattacieli quasi non si sentiva ma non appena le altezze si riducono ed esci un po’ allo “scoperto”, ne avverti tutta la forza! Per fortuna non è un vento freddo, ma essendo vicino all’Oceano è un vento molto umido e “appiccicoso”, quindi altrettanto fastidioso, ma ciò non ferma la curiosità di attraversare a piedi il Ponte.

Attraversato da tanti turisti ma anche da tantissimi ciclisti e corridori, quasi quasi devi stare attento a non essere investito. La parte pedonale e ciclabile si trova al centro del ponte in un piano rialzato rispetto alla parte attraversata dalle 4 ruote. Da qui si ammira benissimo lo skyline di Manhattan e la parte più esterna di Brooklyn; in lontananza Lady Liberty non è mai sembrata così piccola un vero e proprio puntino nero!

I grattacieli sono maestosi come sempre ma un po0 offuscati dal tempo uggioso! Proseguire diventa sempre più difficile a causa del forte vento che ti viene contro ma decidiamo comunque di arrivare fino alla metà del ponte e tornare indietro. E’ quasi il tramonto ma purtroppo il brutto tempo ci impedisce di godere a pieno dello spettacolo, comunque questo ponte ci lascia lo stesso un bel ricordo!

Abbandoniamo il ponte, direzione Uptown, ma prima una seconda tappa a Wall Street in un giorno lavorativo e in un orario dove sembra possibile vedere i famosi Brokers uscire dal New York Stock Exchange: ed infatti così è stato! Sembra quasi di assistere ad una parata di Vip, ripresi e fotografati all’uscita da lavoro come fossero star! La Wall Street feriale è più affascinante di quella festiva, più popolata di gente, turisti che si mischiano a lavoratori.

Uscendo da Wall Street proseguiamo su Broadway verso Uptown per poi prendere la Metro verso il Village e Washington Square Park. Questa zona è piena zeppa di artisti da strada musicisti e ballerini.

Si incontrano molte culture diverse, personaggi con tutto un modo loro di vestire, una moda tutta loro ma per questo molto più affascinante di tante altre! Il parco è il luogo di incontro di ragazzi che vogliono passare una serata diversa all’aperto, magari cantando e ballando nel bel mezzo della piazza, oppure può essere anche un momento di sosta per coloro che uscendo da lavoro passano di là e alla fine di una stancante giornata preferiscono fermarsi su una panchina, magari leggendo un bel libro, e rimandare il rientro a casa di qualche minuto per dare spazio ad un po di relax all’aperto accompagnato da sottofondo musicale! Purtroppo non abbiamo avuto modo di girare per le strade del Village, i tempi stringono se vuoi fare più cose in una giornata di 24 ore (ce ne vorrebbero altre 10 per fare tutto quello che vorresti!) e il programma prevede che la cena deve essere consumata presso Ellen’s Stardust Dinner a Broadway.

Le recensioni sembrano ottime per passare una serata diversa nel cuore di Manhattan. E così è stato! Il ristorante, situato sulla 51th tra la 7° e l’8°, è un vero e proprio must! Il cibo niente male (anche se a causa di incapacità soggettiva di tradurre i vari ingrediente dei cibi propinati, abbiamo optato per il classico Hamburger (per l’ennesima volta), ma la vera delizia è il contorno del locale: i camerieri sono cantanti/ballerini/attori che improvvisano veri e propri siparietti dei Musical più famosi, ma anche di canzoni famose! Mi domando come fosse possibile che artisti così bravi non stessero in qualche teatro a fare gli attori; sono di una bravura impressionante da lasciare a bocca aperta! In questo ristorante il divertimento è assicurato e non ci si annoia mai! STRACONSIGLIATO!

Il quarto giorno inizia con la gita all’Intrepid Museum: l’Intrepid Sea, Air & Space Museum è un museo di storia marittima e militare costituito da una collezione di navi museo a New York City. Si trova al Pier 86 sulla 46th Street, nella West Side di Manhattan. Fanno parte del museo la portaerei della seconda guerra mondiale USS Intrepid (CV-11), il sottomarino USS Growler (SSG-577), un Concorde e un ricognitore supersonico Lockheed A-12.

Ci troviamo sul fiume Hudson, sull’altra sponda c’è il New Jersey. Fin là non arriva la metro quindi siamo obbligati a scendere nei pressi di Times Square e fare una bella camminata dalla 7° alla 12° Ave. Passiamo dai grattacieli, a casette di 4 piani ma a Manhattan questi scenari sono frequenti non appena ti allontani un po dal suo cuore! Il museo è molto carino e anche questa si è rivelata una scelta azzeccata! La visita al sottomarino è simpatica e le attrazioni interne al museo (simulatore di volo) sono divertenti! Gli aerei esposti sul piano di atterraggio della nave, interessanti. Finito il giro nel museo ci fermiamo a pranzare in un posticino vicino all’Intrepid.

La tappa successiva è la “mini crociera” con la Circle Line nel lato West di Manhattan, ma tra il pranzo e la crociera c’è più di un’ora di distacco e quindi ne approfittiamo per riposare sdraiati in un prato di un giardino (veramente carino) vicino al Pier 86. Giunta l’ora dell’imbarco ci avviciniamo e c’è una fila incredibile!

Forse 40 minuti per salire a bordo, ma l’attesa è stata ripagata! Il giro di 75 minuti è stato veramente carino: si arriva fino a Lady Liberty costeggiando Manhattan West e New Jersey. A fine corsa decidiamo di tornare al centro di Manhattan e salire sul tetto del mondo per la seconda volta ma questa volta sul Top Of The Rock. Lo raggiungiamo con il taxi in 10 minuti (colpa del traffico) e la vista che ci offre è anche più bella di quella dell’Empire. Forse il tutto è favorito dall’orario: il tramonto!

Da quì Central Park è ancora più vicina…l’Empire svetta su tutti gli altri grattacieli (in bellezza e grandezza), si piazza al centro della giungla di grattacieli ed è come se ne fosse il Re.

Nei Balconi del Top of the rock trovi anche dei veri e propri divani dove puoi sederti ed ammirare in tutta tranquillità lo scenario che hai di fronte. Se poi raggiungi l’ultimo piano avrai una vista a 360° su Manhattan ed è qui che respiri le emozioni più forti: ti senti piccolissimo ma allo stesso tempo maestoso se provi a guardare in basso; sei sul tetto del mondo ed il mondo è ai tuoi piedi, non puoi far altro che respirare a pieni polmoni ed inglobare tutto ciò che puoi per non permettere a quelle emozioni di lasciarti e provare a rinchiuderle e riprenderle quando vorrai per sognare di nuovo perché quando sei lì ti senti in un sogno! Anche questo luogo è difficile lasciarlo, forse anche perché l’atmosfera interna del Top of the rock, creata grazie ad una band che suonava era rilassante e surreale.

Scesi con i piedi a terra, dopo un breve giro al Rockefeller Center (chiuso da un capannone), andiamo a piedi, lungo la Fifth, verso Columbus Circle a sud di Central Park, attraversando una delle zone più ricche di New York. Anche qui è uno scintillare di luci, anche l’acqua della fontana di Columbus Circle è colorata dal viola al verde passando per il rosso. La tentazione di entrare a Central Park è forte dato che ancora non ne ho avuto modo, ma si sta facendo buio, e preferisco vederla alla luce del sole! Quindi decidiamo di avviarci in appartamento e gustarci un piatto di pasta!!!

La giornata sembrerebbe più soleggiata del giorno prima ma tutto cambia in un attimo! Le tappe erano Met, American Museum of Natural History e finalmente Central Parke dato che la mattina è piovosa ci rifuggiamo subito al Museo di Storia Naturale, famoso per essere stato set del film “Una notte al Museo”.

Qui troviamo riproduzioni di ogni specie animale, dalla più antica all’ultima scoperta. La parte più gettonata è quella dei Dinosauri, un vero spasso! Il City Pass ci ha permesso anche di assistere ad una proiezione sulla nascita della terra, nel Planetario interno al Museo. Uno spettacolo molto bello e di effetto, peccato fosse tutto raccontato in inglese, ovviamente, e di non aver capito niente! Che grande disgrazia non sapere la lingua del posto!!!

Ma a parte queste due particolarità, il museo non ci ha affascinato molto e per l’ora di pranzo siamo fuori diretti verso Central Park, approfittando del momentaneo spiraglio di sole! Entriamo dalla parte West e subito siamo nei pressi di Strawberry Fields, luogo voluto da Yoko Ono per commemorare l’amato John Lennon ed oggi è un luogo in cui ammiratori portano il loro saluto e ricordo al cantante. Qui regna la pace!

Ma d’altronde in quasi tutta Central Park è possibile rilassarsi, lontano dal caos cittadino, immerso nel verde, tra scoiattoli, prati, laghi, fontane e statue. Da Strawberry Fields raggiungiamo la Bethesda Fountain con al centro la statua “Angel of the waters”, apparsa in moltissimi Film americani..un posto tranquillissimo dove potersi rilassare, magari nei portici che si trovano al di sotto della terrazza che si affaccia sulla fontana.

Dopodiché raggiungiamo il “Great Lawn”, un immenso ovale erboso, circondato da sentieri, posto più o meno al centro del parco tra la 80 e la 86 Street, appena lo vedi subito hai la tentazione di sdraiarti in questo immenso prato verde e lasciarti trasportare dall’ambiente circostante, ma il tempo non lo permette e dopo alcune foto e dopo la pioggia insistente ci dirigiamo verso l’Upper East Side e il Met.

Questo Museo ha sicuramente una struttura esterna ed interna bellissima classicheggiante e lontanissima dal moderno MoMa e Guggenheim, ma credo di aver capito che l’Arte non fa per me: infatti dopo aver ammirato alcune parti del museo, attirati dal sole, decidiamo di uscire per passeggiare lungo l’Upper East Side, questa attività mi piace di più!

Questo lungo viale che costeggia la parte Est di Central Park è stato sempre al centro dei miei sogni: alimentati dai tanti film e telefilm ambientati in questa parte di Manhattan, e quindi prima di lasciare New York volevo provare l’ebbrezza di passeggiare per quei luoghi e scopro scorci bellissimi, case stupende!

Chiudiamo in bellezza con Jacqueline Kennedy Onassis Reservoir, uno splendido lago di ben 43 ettari di estensione, intorno al quale è stato realizzato un tracciato di 2,5 km per gli amanti del footing (attenzione, rispettate il senso di marcia). Da contorno faceva il tramonto che sopraggiungeva ed era tutto più romantico! Sullo sfondo, nella parte opposta del lago, l’Upper West side con i suoi palazzoni che completavano la bellezza del quadro naturale che avevamo davanti gli occhi! Dopo questo spettacolo della natura ci addentriamo un po’ per le vie dell’Upper East Side, salendo verso Harlem, ma poco dopo ci fermiamo nella metro più vicina per tornare a Midtown e rimandare il piccolo Tour alla mattina seguente, quella prima della partenza, prevista nel pomeriggio.

In una settimana non ho mai visto una giornata così soleggiata, nemmeno un filo di nuvola! Proprio oggi che non posso godermi la Grande Mela per tutta la giornata!e allora via, di corsa fuori a godersi gli ultimi istanti! Prima il dovere e poi il piacere, quindi prima gli ultimi regalini e poi Central Park… eh si, di nuovo!

Ma questa volta alla luce del sole. Ed è bellissima finalmente posso sdraiarmi lì dove volevo sdraiarmi il giorno prima: The Great Lawn! Rimaniamo per un po’ a goderci il sole e a lasciarci riscaldare (la mattinata è freddina), intorno a noi solo verde e grattacieli in lontananza e tanta, tanta, tanta gente che ha avuto la nostra stessa idea! L’ora della partenza si avvicina, quindi ultima passeggiata intorno Jackie Onassis Reservoir, il tempo di rubare qualche ghianda da riportare come ricordo, di rubare qualche immagine da trattenere come altro ricordo e poi di dire “Arrivederci Central Park”!

Giunti in appartamento, prendiamo le valigie e ci dirigiamo verso il primo Taxi che appena alziamo il braccia si ferma vicino a noi, direzione JFK… l’aereo ci aspetta! Manhattan si allontana piano piano, dal lunotto posteriore del taxi i grattacieli diventano sempre più piccoli fino a sparire e in questo momento mi tornano in mente i versi di una canzone: LEAVING NEW YORK, NEVER EASY…

diario di: Valentina

 

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