I miei consigli per la Big Apple

Scrivi un commento per primo / di Carlo Galici / aggiornato: 2 Settembre 2019

Signori e signore…The Big Apple!!!

Il continuo rincorrersi di tutte quelle voci che vedono New York quale città simbolo degli Stati Uniti mi ha da sempre incuriosito e così un bel giorno, armato di internet, ho deciso di farmelo spiegare direttamente da Lady Liberty e Mr Empire State Building! 
Protagonisti: the blues brothers

Ma procediamo per gradi con la descrizione delle giornate. La visita alla città è avvenuta dal 9 al 17 maggio e, a dir dei Newyorkesi, sconsigliamo vivamente la visita in periodi caldi quali giugno inoltrato, luglio ed agosto. Per il resto possiamo dire di aver vissuto 9 giorni di sole e giornate ventilate: cosa volere di più!!!

9 Maggio: lo sbarco e la nube. Volo Iberia da Linate, scalo a Madrid e meta definitiva raggiunta attraverso l’aeroporto JFK domenica 9 ore 18 (causa simpaticissima nube vulcanica il volo è durato un paio d’ore di più!). Per capire cosa ci hanno dato da mangiare sull’aereo dovrei leggere il menù in quanto il sapore delle micro pietanze era identico. Espletati i controlli di sicurezza che prevedono, oltre alla consegna della modulistica compilata sull’aereo, anche i rilievi delle impronte digitali di tutte le dita e fotografia al volto… ritiro bagagli e… Welcome to New York!!

Ah, una precisazione: sebbene l’inglese sia la lingua ufficiale, quasi tutti conoscono anche lo spagnolo e pertanto non vi saranno grossissime difficoltà nel parlare. Terminal 7… Air Train (5$) fino a Jamaica Station… linea del metrò (subway) “E” e si scende a Times Square (in realtà la fermata non è proprio sotto la piazza, ma un tunnel sotterraneo collega la linea “E” a tutte le altre linee presenti sotto la piazza). Da tener presente che in qualsiasi stazione della metro è possibile acquistare la metrocard valida per 7 giorni a 27$ con la quale si possono prendere illimitatamente tutti i mezzi di trasposto della MTA.

Il nostro hotel è posizionato sulla 94th street (zona Upper West Side) pertanto prenderemo la linea 1, 2 o 3 e scenderemo alla 96th, un paio di centinaia di metri a piedi e check-in!!! N.B. Prestare attenzione alle linee della metropolitana in quanto non tutte fermano in tutte le stazioni: ci sono treni Express che fermano solo in alcune!!! La nostra camera si presenta nel migliore dei modi: molto spaziosa, due letti da 1 piazza e mezza e pulita!! Doccia, passeggiata sulla vicinissima Broadway, caffè da Starbucks e rientro causa stanchezza!

10 Maggio: Central Park. Ore 8.30 A.M. La voglia di appoggiare i piedi sulla Big Apple è tanta… si parte! Ghiotta è l’occasione di visitare l’enorme polmone verde della città in quanto vicinissimo al nostro hotel: calchiamo alcune stradine che la percorrono in lungo e in largo, costeggiamo uno dei diversi ed immensi laghetti, stringiamo amicizia con un simpatico scoiattolino venuto a noi, ahimè invano, a cercar cibo ed il quale triste e sconsolato… ci mostra l’enorme coda.

Giungiamo dalla parte opposta: la 5th Avenue! Un susseguirsi di palazzoni che si rendono sempre più complici dei miei continui scontri con gli ignari passanti: devo smetterla di guardare in alto! Vari negozi di stilisti italiani (con tanto di bandiera italiana ed americana), francesi, americani…etc, la Public Library (da scenografia in diversi films) fino a giungere all’Empire State Building: sebbene la sua maestosità non induca molti dubbi, non ci si renderà effettivamente conto della sua reale dimensione finché non si è saliti!!!

L’impressione è quella di esser finiti in un grande set cinematografico con il regista che urla “action”, il ciak si chiude, l’operatore fa scorrere l’enorme telecamera sulle apposite rotaie, gli attori recitano e si muovono… ah, ma guardando bene mi trovo in un set cinematografico, beh…

Non sarà il primo e neanche l’ultimo che incontreremo a New York e più precisamente sulla 5th all’altezza dell’Apple Store dove avrò anche modo di provare in anteprima l’eccezionale Ipad! Proseguendo raggiungiamo il Flat Iron Building nei pressi del quale ci infileremo sotto una delle tante stazioni della subway che caratterizzano la città e che ci porterà nelle vicinanze di Battery Park: siamo nel financial district.

Facendo un giretto per questo parco, tra un simpatico scoiattolo alla ricerca di cibo e la vista in lontananza di Lady Liberty, scorgiamo quello che un tempo era il monumento alla libertà ed originariamente posizionato sulla piazza antistante le Twin Tower: volutamente lasciato danneggiato, così come ricavato dalle macerie delle due torri, esso è posto dietro ad una fiamma perenne in memoria delle oltre 3000 vittime di quell’effimero gesto.

Giusto un paio di “Block” più a nord (“unità di misura” utilizzata dai newyorkesi per indicare le distanze), previa prenotazione sul sito ufficiale, entriamo nello storico e di ispirazione fiorentina palazzone della Fed,la banca centrale americana dove, successivamente ad un video inerente le misure di sicurezza, 25 metri sotto il livello del mare i nostri occhi vengono abbagliati da migliaia lingotti d’oro provenienti dalle banche centrali di moltissimi altri Stati mondiali… ci troviamo nel posto più sicuro del mondo! L’idea di portare a casa anche uno solo di quei luccicanti lingotti è tanta, così come sono tante le misure di sicurezza a protezione degli stessi.

Abbandonata l’intenzione e riacquistato il pieno possesso della vista, ritiriamo il simpatico omaggio (un sacchettino con alcune banconote tritate… simpatici alla Fed!) e procediamo per le tanto viste e discusse strade del polo finanziario più potente del mondo sino a giungere alla famosissima Wall Street. Un Hot Dog mangiato al volo lungo il percorso sazierà la poca fame rimasta: la voglia di conoscere, vedere ed apprendere è sempre tanta! I km scorrono inesorabili sotto i nostri piedi e, alternandoci tra le stazioni della metropolitana e gli immensi marciapiedi… giungiamo ad un altro simbolo: il ponte di Brooklyn!

Lo percorriamo per intero lungo la pista pedonale (sopraelevata rispetto alla sede stradale) giusto per “sgranchirci” le gambe… e, una volta giunti a Brooklyn, altro quartiere della città, chiediamo ennesimo aiuto alla subway per dirigerci verso Canal Street (Tribeca) ed andare a trovare nientepopodimenocchè Little Italy!

Come una partita al famoso Risiko ci si rende conto che Chinatown sta sempre più conquistando quello che i nostri antenati avevano a loro volta conquistato: ciò che prima era un’intera zona ricca di ristoranti italiani ora non è altro che una via circondata da ristoranti e negozi cinesi… che peccato! Non me ne vogliano gli asiatici, ma quello che per noi italiani era un simbolo, un monumento e quindi un’attrazione di New York sta scomparendo! Facendo due chiacchiere con un ristoratore si scoprirà che tutti gli italiani si stanno via via trasferendo a Staten Island… Gli ultimi passi della giornata li faremo in quel di Soho (I cui negozi sono molto più convenienti di quelli in centro!!), in Times Square (da visitare il negozio della Toys R Us, m&m’s, Bubba Gump), e sulla 5th.

Signori e signore…The Big Apple!!!

Il continuo rincorrersi di tutte quelle voci che vedono New York quale città simbolo degli Stati Uniti mi ha da sempre incuriosito e così un bel giorno, armato di internet, ho deciso di farmelo spiegare direttamente da Lady Liberty e Mr Empire State Building! 
Protagonisti: the blues brothers

Ma procediamo per gradi con la descrizione delle giornate. La visita alla città è avvenuta dal 9 al 17 maggio e, a dir dei Newyorkesi, sconsigliamo vivamente la visita in periodi caldi quali giugno inoltrato, luglio ed agosto. Per il resto possiamo dire di aver vissuto 9 giorni di sole e giornate ventilate: cosa volere di più!!!


9 Maggio: lo sbarco e la nube. Volo Iberia da Linate, scalo a Madrid e meta definitiva raggiunta attraverso l’aeroporto JFK domenica 9 ore 18 (causa simpaticissima nube vulcanica il volo è durato un paio d’ore di più!). Per capire cosa ci hanno dato da mangiare sull’aereo dovrei leggere il menù in quanto il sapore delle micro pietanze era identico. Espletati i controlli di sicurezza che prevedono, oltre alla consegna della modulistica compilata sull’aereo, anche i rilievi delle impronte digitali di tutte le dita e fotografia al volto… ritiro bagagli e… Welcome to New York!! Ah, una precisazione: sebbene l’inglese sia la lingua ufficiale, quasi tutti conoscono anche lo spagnolo e pertanto non vi saranno grossissime difficoltà nel parlare. Terminal 7… Air Train (5$) fino a Jamaica Station… linea del metrò (subway) “E” e si scende a Times Square (in realtà la fermata non è proprio sotto la piazza, ma un tunnel sotterraneo collega la linea “E” a tutte le altre linee presenti sotto la piazza). Da tener presente che in qualsiasi stazione della metro è possibile acquistare la metrocard valida per 7 giorni a 27$ con la quale si possono prendere illimitatamente tutti i mezzi di trasposto della MTA.

Il nostro hotel è posizionato sulla 94th street (zona Upper West Side) pertanto prenderemo la linea 1, 2 o 3 e scenderemo alla 96th, un paio di centinaia di metri a piedi e check-in!!! N.B. Prestare attenzione alle linee della metropolitana in quanto non tutte fermano in tutte le stazioni: ci sono treni Express che fermano solo in alcune!!! La nostra camera si presenta nel migliore dei modi: molto spaziosa, due letti da 1 piazza e mezza e pulita!! Doccia, passeggiata sulla vicinissima Broadway, caffè da Starbucks e rientro causa stanchezza!

10 Maggio: Central Park. Ore 8.30 A.M. La voglia di appoggiare i piedi sulla Big Apple è tanta… si parte! Ghiotta è l’occasione di visitare l’enorme polmone verde della città in quanto vicinissimo al nostro hotel: calchiamo alcune stradine che la percorrono in lungo e in largo, costeggiamo uno dei diversi ed immensi laghetti, stringiamo amicizia con un simpatico scoiattolino venuto a noi, ahimè invano, a cercar cibo ed il quale triste e sconsolato… ci mostra l’enorme coda. Giungiamo dalla parte opposta: la 5th Avenue! Un susseguirsi di palazzoni che si rendono sempre più complici dei miei continui scontri con gli ignari passanti: devo smetterla di guardare in alto! Vari negozi di stilisti italiani (con tanto di bandiera italiana ed americana), francesi, americani…etc, la Public Library (da scenografia in diversi films) fino a giungere all’Empire State Building: sebbene la sua maestosità non induca molti dubbi, non ci si renderà effettivamente conto della sua reale dimensione finché non si è saliti!!! L’impressione è quella di esser finiti in un grande set cinematografico con il regista che urla “action”, il ciak si chiude, l’operatore fa scorrere l’enorme telecamera sulle apposite rotaie, gli attori recitano e si muovono… ah, ma guardando bene mi trovo in un set cinematografico, beh… Non sarà il primo e neanche l’ultimo che incontreremo a New York e più precisamente sulla 5th all’altezza dell’Apple Store dove avrò anche modo di provare in anteprima l’eccezionale Ipad! Proseguendo raggiungiamo il Flat Iron Building nei pressi del quale ci infileremo sotto una delle tante stazioni della subway che caratterizzano la città e che ci porterà nelle vicinanze di Battery Park: siamo nel financial district.

Facendo un giretto per questo parco, tra un simpatico scoiattolo alla ricerca di cibo e la vista in lontananza di Lady Liberty, scorgiamo quello che un tempo era il monumento alla libertà ed originariamente posizionato sulla piazza antistante le Twin Tower: volutamente lasciato danneggiato, così come ricavato dalle macerie delle due torri, esso è posto dietro ad una fiamma perenne in memoria delle oltre 3000 vittime di quell’effimero gesto.

Giusto un paio di “Block” più a nord (“unità di misura” utilizzata dai newyorkesi per indicare le distanze), previa prenotazione sul sito ufficiale, entriamo nello storico e di ispirazione fiorentina palazzone della Fed,la banca centrale americana dove, successivamente ad un video inerente le misure di sicurezza, 25 metri sotto il livello del mare i nostri occhi vengono abbagliati da migliaia lingotti d’oro provenienti dalle banche centrali di moltissimi altri Stati mondiali… ci troviamo nel posto più sicuro del mondo! L’idea di portare a casa anche uno solo di quei luccicanti lingotti è tanta, così come sono tante le misure di sicurezza a protezione degli stessi. Abbandonata l’intenzione e riacquistato il pieno possesso della vista, ritiriamo il simpatico omaggio (un sacchettino con alcune banconote tritate… simpatici alla Fed!) e procediamo per le tanto viste e discusse strade del polo finanziario più potente del mondo sino a giungere alla famosissima Wall Street.

Un Hot Dog mangiato al volo lungo il percorso sazierà la poca fame rimasta: la voglia di conoscere, vedere ed apprendere è sempre tanta! I km scorrono inesorabili sotto i nostri piedi e, alternandoci tra le stazioni della metropolitana e gli immensi marciapiedi… giungiamo ad un altro simbolo: il ponte di Brooklyn!

Lo percorriamo per intero lungo la pista pedonale (sopraelevata rispetto alla sede stradale) giusto per “sgranchirci” le gambe… e, una volta giunti a Brooklyn, altro quartiere della città, chiediamo ennesimo aiuto alla subway per dirigerci verso Canal Street (Tribeca) ed andare a trovare nientepopodimenocchè Little Italy! Come una partita al famoso Risiko ci si rende conto che Chinatown sta sempre più conquistando quello che i nostri antenati avevano a loro volta conquistato: ciò che prima era un’intera zona ricca di ristoranti italiani ora non è altro che una via circondata da ristoranti e negozi cinesi… che peccato! Non me ne vogliano gli asiatici, ma quello che per noi italiani era un simbolo, un monumento e quindi un’attrazione di New York sta scomparendo! Facendo due chiacchiere con un ristoratore si scoprirà che tutti gli italiani si stanno via via trasferendo a Staten Island… Gli ultimi passi della giornata li faremo in quel di Soho (I cui negozi sono molto più convenienti di quelli in centro!!), in Times Square (da visitare il negozio della Toys R Us, m&m’s, Bubba Gump), e sulla 5th.

11 Maggio: l’incontro. Lady Liberty ci attende e l’appuntamento per la visita alla corona è da mesi fissata per le ore 11…quindi Subway linea 1, scendiamo nei pressi di Battery Park, salutino agli scoiattoli e, espletati i controlli di sicurezza, ci imbarchiamo!

Il battello si allontana dalle coste di Manhattan liberando dinnanzi ai nostri occhi lo skyline più suggestivo che una città possa proporre. Pochi sono i minuti di navigazione che dividono Mahnattan dalla Statua e finalmente eccola, alla nostra destra: vista e rivista chissà quante volte in tv, foto e depliants ed ora è accanto a noi, quasi a volerci chiamare! Sbarcati ci rechiamo dal Ranger del parco (la zona è in un parco Naturale protetto) per ritirare il braccialetto che ci consentirà l’accesso alla corona.

L’atrio, ossia il piedistallo della statua, è occupato da un museo al cui interno è conservata la torcia originale; un altro ranger ci accompagna ad una scalinata invitandoci a salire ed a raggiungere un suo collega alcuni metri più in alto e che effettivamente incontreremo dopo 5 o 6 rampe.

Nuovissimo l’ascensore che si presenta alla nostra destra, ma il dito del ranger indica la scalinata posta al suo fianco e ci invita a raggiungere un ulteriore collega… “è una caccia al tesoro?” la primaria esclamazione ed intanto tra una rampa e l’altra notiamo che l’ascensore ci continua ad affiancare e lo farà fino all’altezza delle spalle della statua.

Le scale si stringono e divengono a chiocciola: stiamo attraversando la gola ed eccoci, finalmente, sulla corona! Il famoso ed inutile ascensore è stato brillantemente sostituito dal fiatone, gli scalini saranno stati più di 300 tant’è che arrivato in cima non avevo neanche il fiato per urlare “Adriana!!”.

Stringiamo amicizia con l’ultimo ranger della statua (suo papà era italiano… ma lui ovviamente parla sono inglese) un certo sig. Mazza e scattiamo qualche fotografia allo splendido scenario visibile dalle piccole finestrelle; dopo 10 minuti ripercorrendo le scale in direzione inversa si scende. La visita proseguirà sull’adiacente Ellis Island dove un tempo i nostri antenati, armati della famosa valigia di cartone e partiti alla volta dell’America alla ricerca di fortuna, venivano visitati, puliti e tenuti in quarantena prima di poter accedere in territorio americano. In questo museo è possibile verificare, grazie all’ausilio di un pc, il passaggio di eventuali antenati. La giornata proseguirà con i canonici giretti nei negozi ad acquistare i primi souvenir ed abbigliamento vario

12 Maggio: Michelle ed Obama. Il terzo giorno abbiamo preso il pullman da Penn Station (Megabus prenotato da internet) direzione Washington DC per la visita alla città e rientro in serata. Questa seconda città merita sicuramente di esser vista tenendo presente che è completamente differente dalla Grande Mela! Città istituzionale dove risiede il governo degli Stati Uniti e nel quale abbiamo visitato: The White House, monumento alla II guerra mondiale, monumento a Washington e The Capitol (sede della Camera e Senato statunitensi). Il rientro in tarda serata ci darà giusto il tempo per tornare in hotel a dormire.

13 Maggio: The Empire. Alle ore 10, dopo aver comodamente fatto colazione, stiamo effettuando i controlli di sicurezza nel palazzo di vetro dell’ONU. All’esterno troviamo i regali fatti dall’Italia e dal Lussemburgo mentre all’interno ci dicono che la guida in italiano per visitare il palazzo è alle 16 del pomeriggio e così, visitata la mostra sul nucleare e relative stragi causate dalla bombe atomiche, ne usciamo.

Non molto distante (ehm… americanamente parlando) vi è l’Empire State Building e decidiamo di andare a vedere la città da quello che purtroppo è ritornato ad essere (dopo l’11/09/01) il grattacielo più alto di New York. Sul tragitto incontriamo il “concorrente” Chrysler Building dove, facendo lo gnorri, sono entrato nell’atrio chiedendo al custode dove fosse ubicato l’ascensore per salire ed il quale, facendo qualche simpatica battuta, mi dice che non è possibile. In realtà avevo letto su internet ciò, ma tentar non nuoce. A titolo informativo: il Chrysler Building da anni non è più sede degli uffici della famosa casa automobilistica ma ne conserva solo il nome. Portando fede all’idea iniziale di salire sull’Empire State Building, espletiamo i canonici controlli di sicurezza e saliamo a bordo di uno dei tantissimi ascensori: le porte si chiudono e la sensazione è quella di essere a bordo di un razzo, i piani sullo schermo scorrono di 10 in 10 tant’è che da un momento all’altro mi sarei aspettato di sentire “Houston, we have a problem”…

Ma ci accorgiamo di non essere a bordo dell’Apollo XIII direzione luna perché l’ascensore si ferma quando il tabellone segna “86”. Ai nostri piedi New York con i suoi taxi gialli, i suoi palazzoni ed il suo verde ed immenso parco! Ci godiamo il panorama con l’audioguida in Italiano e, scesi, un movimentato shopping porterà a conclusione la giornata. Giunti a  Times Square, infatti, i luminosi schermi vengon posti in secondo piano dai lampeggianti della polizia e vigili del fuoco, la piazza è evacuata per un non chiaro allarme. Scopriremo solo alcuni giorni dopo che una macchina con delle bombole di gas aveva fatto scattare l’allerta terrorismo.

14 Maggio: relax. Le cose da vedere sono tante e la città merita di esser vissuta appieno: Central Park con il suo Strawberry Fields Memorial dedicato a John Lennon, la 5th, Soho ed i suoi negozi, l’Apple store con la sua connessione ad internet gratuita per poi immergersi in una delle Avenue chiuse per il suo street market e ritrovarsi a Times Square vestita a giorno dai suoi mille e mille tabelloni pubblicitari.

La passeggiata in notturna sul ponte di Brooklyn con il volto illuminato dalle luci dei grattacieli del financial district è la giusta cornice ad una giornata che volge al termine.

15 Maggio: MoMA. Vivere la città a 360°: questo l’obbiettivo prefissato sin dall’inizio! Stazione della subway e si esce in centro, passeggiando giungiamo al MoMA.

La presenza di un’artista attira la nostra attenzione perché, vestita di bianco e seduta su una sedia, si fa riprendere da diversi mesi da alcune telecamere… il giro prosegue nelle sale del museo tra una storica Vespa, una Cisitalia donata da Pininfarina ed una miriade di quadri tra i quali Notte stellata di Van Gogh, Les demoiselles d’Avignon di Picasso, Gold MariLyn Monroe, le scatole della Campbell’s di Andy Warhol e tanti altri.

Inoltre italici artisti rendono onore alla nostra amata nazione con diverse loro opere di pregiata fattezza. La giornata non è conclusa e, riportandoci verso la 5th Avenue sempre al centro della nostra esperienza newyorkese, entriamo nella famosa e resa celebre da numerosi film (tra i quali Ghostbuster) New York Public Library: un susseguirsi di libri in immense sale, il silenzio che la attraversa non rappresenta la sua maestosità. Ci uniamo ad altri turisti e, in punta di piedi, prendiamo scherzosamente in mano alcuni libri scattando qualche foto ed usciamo.

La giornata è calda al punto giusto e le gambe, nonostante i numerosi km percorsi, sembrano non volersi proprio fermare proseguendo verso il Rockefeller Center: affascinante vedere la città in notturna con i suoi grattacieli dall’alto del Top of the Rock!

16 Maggio: la crociera. La 42th è una delle street principali di New York. Lungo essa, infatti, si trovano  Times Square, Grand Central Station e, proseguendo verso la “costa” West di Manhattan, si giunge al Pier 83 (per gli amici “molo” 83): la partenza della nostra crociera con Circle Line. Il battello partirà alle 11 ed abbiamo quindi 2 ore a disposizione: colazione dal poco distante Dunkin Donuts ed imbarco.

La due ore di crociera ci farà ripercorrere le tappe visitate nei giorni precedenti facendoci salutare Lady Liberty ed il rispettivo skyline del financial district; l’area del cantiere del nuovo One World Trade Center lambendo le coste del Battery Park scorgere in lontananza Mr  Empire State Building confrontandone le dimensioni con gli altri grattacieli ed il diretto concorrente Chrysler Building dopo esser passato sotto il  ponte di Brooklyn  e per poi, nei pressi del palazzo dell’Onu, fare inversione e rientrare al Pier 83.

La tappa da Friday’s per mangiare è d’obbligo data l’incalzante fame ed esaudita la quale, nel pomeriggio, ci aspetta un’ultima visita ad un museo: il MET. I quadri e le opere d’arte si susseguono l’uno dopo l’altro ed anche in questo caso la nostra amata Italia è degnamente rappresentata con storiche opere dell’epoca romana oltre che contemporanee. Lo spagnolo Picasso ci accompagnerà all’uscita dove all’ennesimo tuffo per souvenir e shopping farà seguito una rilassante doccia in hotel, un film di Jim Carrey in rigoroso americano ed una cena a base di carne nella scintillante  Times Square

17 Maggio: i ricordi. Con i negozi sempre aperti e la città viva tutti i giorni non è facile distinguere i weekend dai giorni infrasettimanali, intanto questa sera alle 21 un A340-600 dell’Iberia ha tutta intenzione di riportarci a casa!

Decidiamo di percorrere l’adiacente Broadway per fare colazione in uno dei molteplici negozietti che l’accompagnano, proseguiremo poi verso Columbus Circle per infilarci nella subway direzione downtown: una  Times Square  baciata dal sole ci attende per un ultimo giro e, nonostante la memoria della fotocamera sia quasi satura, non vuole smettere di immortalare quelli che sono gli ultimi frangenti di questa nostra prima esperienza newyorkese.

Friday’s ci chiama, quasi a volerci salutare e noi cogliamo l’occasione per gustarci l’ennesima bistecca. Proseguendo per la 5th ci inoltriamo in Central Park a porgere il nostro arrivederci agli amici scoiattoli fino a giungere al nostro hotel. Bagagli ritirati…subway linea 3 fino a  Times Square … prendiamo la linea “E” che, passando sotto il “Queens”, ci riporterà a Jamica station dove l’Air Train ci lascerà al terminal 7…Gli abitanti di New York sono qualche milione, ma credo che sarebbero molti di più se si considerassero anche coloro che, visitata la città, sono rimasti almeno con la testa… Ancora lì…. Arrivederci New York!

Uccio

 

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