Charging Bull, il toro portafortuna di Wall Street

Scrivi un commento per primo / di Francesca Mereu / aggiornato: 26 Agosto 2019

Charging bull, il toro di Wall Street

Se andrete a New York e non passerete a salutare la celebre statua del toro (Charging Bull) che vi aspetta a Wall Street, sarete sicuramente arrestati!

Naturalmente scherziamo, ma in ogni caso probabilmente avrete già deciso di andare a toccare con mano la possente statua di bronzo nota anche come Wall Street Bull o Bowling Green Bull.

Si tratta di un vero e proprio simbolo del potere finanziario, e – lo sapete – si dice che toccarla porti fortuna.

Scopriamo quindi tutto sul famoso toro amato dai newyorkesi e dai turisti di tutto il mondo.

Dove si trova il Charging Bull

A Lower Manhattan, nella zona di Wall Street e del distretto finanziario.

Trovate il toro all’incrocio tra Broadway e Morris Street, nella piccola piazza che fa parte del Bowling Green Park, il parco più antico della città.

Lo individuerete facilmente, anche per via delle persone che si raggruppano sempre intorno a lui: tutti vogliono fare un bel selfie con il toro, quindi bisogna mettersi in fila!

Come arrivare

In metro, le fermate consigliate sono le seguenti:

  • Bowling Green, linee 4, 5, 6
  • South Ferry, linea 1 (più a sud della precedente)

I numeri del toro di Wall Street

Questa è la sua carta di identità:

  • Nome: Charging Bull (toro all’attacco)
  • Peso: circa 3,2 tonnellate
  • Altezza: 3,4 metri
  • Larghezza: 4,9 metri
  • Costo di realizzazione: intorno ai 360.000 dollari (pagati interamente dallo scultore della statua)
  • Segni particolari: famosissimo

L’atteggiamento dell’animale è tutt’altro che tranquillo: come suggerisce il nome, il toro è scalpitante, con le narici dilatate e pronto all’attacco. Facciamo attenzione!

Chi ha realizzato la statua?

L’autore del Charging Bull è lo scultore italiano naturalizzato statunitense Arturo Di Modica, dalla personalità a dir poco esuberante (sarete d’accordo con questa affermazione leggendo la storia del Charging Bull nel prossimo paragrafo!).

Classe 1941, nel 1960 all’età di 19 anni Di Modica lasciò la sua città natale Vittoria, in provincia di Ragusa, per frequentare l’Accademia delle Belle Arti di Firenze.

Inaugurò il suo primo studio d’arte proprio a Firenze, ma nel 1973 scelse di trasferirsi a New York, dove aprì uno studio a SoHo, quartiere molto amato dagli artisti a partire dagli anni Sessanta.

Chi ha assicurato all’artista una grandissima notorietà è stato proprio il suo voluminoso figlioletto, il toro di Wall Street!

Galleria foto del Charging Bull

Il significato del Charging Bull

Lo scultore ha voluto celebrare lo spirito del can-do dell’America, e specialmente di New York, città dove chiunque, a prescindere dalle sue origini o dalle circostanze, può avere successo puntando sul duro lavoro e sulla determinazione.

Il toro in posizione di attacco è un simbolo virile di coraggio, che Di Modica ha considerato come il giusto antidoto al crollo della Borsa di Wall Street del 1986.

Ricordiamo, infatti, che nel mercato azionario il toro simboleggia la fase di rialzo dei mercati, e l’orso la fase di ribasso.

La rocambolesca storia del toro di Wall Street

La statua simboleggia il trend ascendente dei mercati finanziari: la città di New York ha voluto quindi commissionarla ad Arturo Di Modica per simboleggiare la forza degli Stati Uniti d’America.

Questa, se pur credibile, è una versione fake (falsa) della storia, inventata di sana pianta.

La vera storia (raccontata anche sul sito ufficiale del Charging Bull) è molto più affascinante, merita di essere raccontata nei dettagli e dimostra che la fortuna aiuta davvero gli audaci.

Nel 1989 lo scultore Arturo di Modica, dopo aver lavorato per due anni alla realizzazione del toro che nessuno gli aveva commissionato (e spendendo – come abbiamo detto – la bella cifra di 360.000 dollari), era pronto a consegnarlo.

A chi? L’opera voleva essere (parole di Arturo!) un regalo per l’America, che simboleggiava la speranza dopo la crisi finanziaria del 1987.

Un regalo prezioso! Un simile lavoro di scultura aveva infatti richiesto un grandissimo impegno: il toro dovette essere fuso in parti di bronzo separate, successivamente saldate insieme e rifinite a mano.

Quale miglior momento per un regalo, se non il periodo natalizio?

Arturo Di Modica recapitò quindi la statua nelle prime ore del mattino del 15 dicembre collocandola su Broad Street, esattamente di fronte al palazzo della Borsa, il New York Stock Exchange.

Perché proprio lì? Perché si trattava del luogo che era stato più colpito, almeno a livello simbolico, dalla crisi in atto.

Ma come fu organizzata la consegna furtiva e non autorizzata della statua? In modo temerario e con l’aiuto di alcuni amici fidati (sicuramente intraprendenti come lui).

Il sopralluogo

La notte precedente l’operazione, lo scultore si recò sul posto munito di un cronometro e verificò che il passaggio della pattuglia della polizia avveniva ogni 5-6 minuti.

Calcolò quindi che avrebbe dovuto posizionare il toro nel momento in cui la pattuglia di guardia si fosse allontanata e fuggire entro 4 minuti e mezzo.

Il piano era pronto: il toro scalpitante sarebbe stato trasportato dentro un autocarro attrezzato con una piattaforma.

La consegna clandestina

Nel “giorno X”, il 15 dicembre 1989, Arturo e il suo staff scoprirono che il New York Stock Exchange aveva installato un grande albero di Natale che bloccava la strada.

Lo scultore aveva persino difficoltà a girare l’autocarro e quindi decise, sul momento, di posizionare la statua proprio sotto l’albero, come si conviene ad ogni perfetto regalo di Natale!

Il toro fu quindi rimosso dalla sua cassa di legno e piazzato al suolo L’orario: l’1.00 del mattino, e si dice che facesse molto freddo.

Chissà se nell’appoggiare le sue zampone al suolo il Charging Bull avrà fatto rumore: bisognerebbe chiederlo ad Arturo.

Il mattino dopo

Il toro era lì, per la meraviglia dei residenti e dei broker. Una folla di spettatori circondava la maestosa opera.

Qualcuno pensò che si trattasse di un’opera commissionata dalle istituzioni – e quindi installata con i dovuti permessi – e qualcun altro pensò ad uno scherzo.

Le istituzioni negarono il loro coinvolgimento, e il mistero si infittiva mentre Arturo Di Modica, vicino alla statua, distribuiva opuscoli relativi alla sua attività di scultore e sul Charging Bull! Si era anche premurato di contattare giornali e televisioni.

In effetti, con la sua iniziativa aveva trovato il palcoscenico ideale per la sua opera.

Si può parlare di Guerrilla art? Non esattamente: gli artisti che aderiscono a questo movimento lasciano le loro tracce senza svelare la propria identità (come fa Bansky, per esempio): Di Modica invece ha ben evidenziato di essere il “papà” della scultura.

Comunque, fu amore a prima vista: i newyorkesi si affezionarono immediatamente alla statua, che però essendo stata posizionata senza i necessari permessi sembrava destinata a sparire…

A questo scopo, prima vennero chiamati i poliziotti, ma non riuscirono a risolvere la questione. Pare che non fossero ben attrezzati per allontanare il grande e pesante toro.

Quindi, la Borsa incaricò degli appaltatori privati per rimuoverlo. La scultura quindi rimossa alla fine della giornata a cura del New York Stock Exchange e trasportata nel Queens.

Ma ormai New York reclamava il suo grande, lucido e forte toro di bronzo!

The happy end

Il lieto fine fu scritto grazie al Commissario ai Parchi Henry Stern, al sindaco Ed Koch e ad Arthur Piccolo della Bowling Green Association, che trovarono una sede permanente per il Charging Bull vicino a Bowling Green.

Il regalo inatteso arrivò finalmente nella sua “casa” definitiva la mattina del 20 dicembre 1989, diventando in breve tempo un’importante attrazione della Grande Mela, la cui fama non accenna a diminuire.

Dove toccare il toro per avere fortuna!

Il maxi-amuleto deve essere toccato nelle parti che vedrete più lucide e consumate, ovvero:

  • Corna
  • Naso
  • Testicoli

Questi ultimi vanno per la maggiore. Non ridete troppo vedendo uomini d’affari che li strofinano con le loro valigette o intere famiglie posizionate sotto le regioni più basse del toro per fare la foto di rito. Appena sarà il vostro turno, farete esattamente la stessa cosa!!! 🙂

D’altronde, pare che toccando la statua si possa ottenere almeno in parte la prosperità di Wall Street, ossia denaro, forza, potere finanziario.

Non sappiamo se la mascotte dei brokers mantenga davvero le promesse, ma – nel dubbio – perché non provare?

Vietato, quindi, fare i superiori e sottrarsi al rito di buon augurio per l’economia personale. Il toro deve essere toccato!

E la statua della bambina, Fearless Girl?

Nel 2017, di fronte al toro è stata collocata la piccola statua in bronzo di una bambina, la “Fearless Girl“, che si contrapponeva a lui senza timore, simboleggiando le battaglie delle donne.

Arturo Di Modica non ha approvato questa novità, affermando che per posizionare la scultura della bambina – opera della scultrice americana Kristen Visbal – non era stato richiesto il suo permesso (!) e che, in particolare, il toro simbolo di forza e potenza era così stato trasformato in un elemento al quale opporsi, ossia ad un simbolo negativo.

I legali dello scultore inviarono delle lettere al sindaco di New York, Bill de Blasio, alle autorità competenti e anche alla società che aveva finanziato la statua della bambina.

Lo scultore non andò per il sottile: richiese addirittura che gli fosse restituito il suo Charging Bull, che in effetti è stato ceduto alla città di New York a tempo indeterminato, ma non donato definitivamente alla Grande Mela.

Arturo vinse ancora una volta! La Fearless Girl – è stata rimossa nel novembre 2018 e poi trasferita di fronte alla facciata del New York Stock Exchange.

Sul sito originale resta però una targa con le impronte dei suoi piedi.

Il toro ha anche un fratello cinese, e altri fratelli sparsi qua e là

Proprio così, sono i suoi fratelli minori, sempre opera di Arturo Di Modica.

Il toro cinese, installato nel 2010 a Shanghai, si chiama Bund Bull (ma è detto anche Shanghai Bull e Bund Financial Bull), ha le stesse dimensioni e peso del Charging Bull e rappresenta un toro più giovane.

La scultura è una celebrazione del recente dinamismo dell’economia della Cina, e il colore rossastro è un omaggio al paese che ha commissionato l’opera (sì, in questo caso non è stato lo scultore a pagare).

C’è poi un toro ad Amsterdam, uno ad Abu Dhabi, uno a Stamford, uno a Dubai, e altri, più piccoli, in possesso di diversi collezionisti. Di Modica ha sicuramente recuperato le spese di costruzione del primo toro, vendendo i successivi.

Il fascino del capostipite, però, non teme rivali. Lo volete vedere dal vivo, anche se non siete a New York? Cliccate qui.

Altre curiosità

Per reperire i fondi necessari a realizzare la scultura del toro, Di Modica vendette parte della casa di famiglia.

Il presidente del New York Stock Exchange del tempo, Richard Grasso, avrebbe accettato che il toro tornasse dove era stato posizionato solo se Di Modica avesse realizzato un orso da sistemare accanto al toro. Lo scultore rifiutò.

→ Dopo la rimozione della statua, la Borsa di New York rifiutò di rilasciare il toro dal magazzino del Queens fino a quando Arturo Di Modica non avesse pagato tutti i costi di deposito e le spese per il suo spostamento. L’artista quindi pagò.

→ L‘installazione “illegale” del toro non fu il primo tentativo dello scultore di popolare New York con le sue opere senza chiedere il permesso.

Ci aveva già provato per due volte. Nel 1977 aveva lasciato alcune statue di marmo davanti al Rockefeller Center, nel febbraio del 1986 invece collocò un grande cavallo di bronzo davanti al Lincoln Center, come regalo di San Valentino per tutti gli innamorati di New York!

Nel 2004 l’artista ha dichiarato di voler mettere all’asta la statua, con offerte a partire da 5 milioni di dollari, specificando che l’aggiudicatario acquisirà i diritti di sfruttamento dell’immagine della scultura senza poterne potrà mutare la collocazione. L’eventuale compratore non potrà però portarsi a casa l’opera – ammesso che abbia uno spazio adatto ad accoglierla – ma dovrà regalarla alla città di New York.

In cambio cosa otterrà?

  • Una placca disegnata da Arturo Di Modica e posizionata alla base dell’opera.
  • I diritti di sfruttamento del marchio
  • La possibilità di dedurre la spesa (in parte) dalla dichiarazione dei redditi.

Ci risulta che Di Modica attualmente sia ancora proprietario del toro di Wall Street, quindi se siete interessati potete farvi avanti.

Nel 2009 lo scultore ha citato in giudizio la Random House, accusandola di aver violato il diritto di utilizzo di un’immagine coperta da copyright. L’immagine del toro era infatti stata riprodotta sulla copertina di un numero dedicato al crollo della società di servizi finanziari Lehman Brothers.

→ Ad Arturo di Modica il registra Nello Correale ha dedicato, nel 2014, il documentario “Il toro di Wall Street”.

→ Alcuni film in cui compare la scultura sono: “For Richer of Poorer” (1997), “Hitch” (2005), “Inside Man” (2006), “The Other Guys” (2010), “The Sorcerer’s Apprentice” (2010) , “Arthur” (2011), “The Wall Street Wolf” (2013). È presente anche nelle serie TV “My Life as Liz” e “Weeds”.

 

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